APRILE
«Non sapeva se gli mancasse di più il dire o il sentirsi dire “Ti amo”.»
«Il mio futuro è incerto.» «Non più del tuo presente, caro.»
«Ho smesso di fumare.» «Ma morirai lo stesso.»
«E poi, alla fine la soluzione per risolvere tutti questi problemi sarà la solita: una bella guerra mondiale. Hai ordinato i diamanti dal gioielliere? E a bauli come sei messo?»
«Mi faccio domande sul senso della vita.» «Sprecarla su Facebook, Twitter e Instagram non ti aiuterà a trovare una risposta. Né qualcuno che ti scopi: a quanto pare ne avresti bisogno.»
«Padre, ho peccato.» «Sia messo agli atti: non sono tuo padre.»
«Cosa fai per il Salone?» «Assolutamente nulla, come sempre. Cos'ha fatto lui per me?»
«Non c'è nulla che ti preoccupi dell'andare a vivere nella zona più frocia della città?» «Beh, qualche timore ce l'ho: l'esplosione del cellulare se dovessi malauguratamente accendere l'app sbagliata e il non trovare mai al supermercato autoabbronzante e Intimo di Karinzia.»
«Ho sentito un pezzetto del nuovo album dei Sigur Rós. Una palla. Cos'è che ti piace di loro?» «Che quando li ascolto mi vengono i brividi sulla schiena e talvolta piango: sono il mio palliativo surrogato emozionale.»
«Dieci anni in casa editrice: non sei stufo di fare sempre le stesse cose?» «No: le cose non mi annoiano mai quanto le persone.»
«Mi sembri ubriaco.» «È tutta colpa degli albanesi. Come ai tempi di Maria de Filippi.» (ermetico, lo so)
«Sei snob.» «Non quanto vorrei. O dovrei.»
«Perché ogni tanto cancelli i vecchi post di Facebook?» «Per non lasciare prove. Voglio dire: a me stesso, della progressiva perdita di verve e creatività.»
«Ultimamente ho spesso mal di testa.» «È il suo modo di ricordarti che ne hai una.»
Ossessivo in ufficio, caotico in casa: Tipico Bonelli™
Pentirmi amaramente dopo aver lasciato qualcosa – o qualcuno: Tipico Bonelli™
Quel biunivoco effetto noia: Tipico Bonelli™
Felice dell'acquisto impulsivo, infelice di quello lungamente meditato: Tipico Bonelli™
Svariati progetti per il tempo libero, tutti falliti nell'ozio totale: Tipico Bonelli™
Quell'incolpevole mancanza di tempismo: Tipico Bonelli™
Incazzarmi litigare stare male per un lavoro che non mi dà null'altro che lo stipendio: Tipico Bonelli™
Gonfio e demotivato, anche quando non sarebbe il caso: Tipico Bonelli™
Detesto le frasi fatte e non riesco a farne a meno: Tipico Bonelli™
Ho sempre confidato nella gentilezza degli sconosciuti: Tipico Blanche™
Io sono tuo padre: Tipico Darth™
Una cagata pazzesca: Tipico Ugo™
MAGGIO
I consigli musicali del Prof. Bonelli
1: “Primo secondo e frutta (Ivan compreso)” (Ivan Cattaneo 1977), capolavoro anticipatore e misconosciuto. Acme: “Batman-Maria”.
I consigli musicali del Prof. Bonelli
2: “The Big Machine” (Émilie Simon 2009). I francesi hanno un pessimo accento inglese? Non Émilie, qui una sorta di Kate Bush super-pop. Vertice: “Closer”.
I consigli musicali del Prof. Bonelli
3: “White Limousine” (Duncan Sheik 2006). Duncan non sarà mai una star, ma lo meriterebbe. Canzone da ascoltare cento volte: “Hey Casanova”.
I consigli musicali del Prof. Bonelli
4: 虹の歌集 [“Niji no Kashū” / “Rainbow Song Collection”] (Aoi Teshima 2008). Un perfetto tardo pomeriggio di primavera: una poltrona, una tazza di tè e Aoi che ti sussurra sillabe dolci e arcane. Perla: “Niji” [Rainbow]
I consigli musicali del Prof. Bonelli
5: “Stay Under the Stars” (Teitur 2006). «Non voglio svegliarti, resta sotto le stelle…»: un album che inizia così e finisce con «…Tutti i miei errori sono diventati capolavori» non può che esserlo davvero, un capolavoro. E la terza è una delle più struggenti canzoni d'amore di sempre: “You Get Me”.
I consigli musicali del Prof. Bonelli
6: “Clouds” (Joni Mitchell 1969). Mi ero riproposto di suggerire soltanto album di artisti poco conosciuti, ma come posso escludere opere d'arte come questo? Chitarra, voce: è tutto. Ed è davvero “tutto”. Canzone assoluta: “Both Sides Now”.
mi piace ascoltare il suono della lucidatrice per pavimenti
mi piace togliere il cellophane dei cd, staccare con cura gli adesivi e sentire l'odore di carta e inchiostro dei libretti
mi piace arrivare al cuore delle meringhe fresche e sentirne la consistenza sotto i denti
mi piace seguire con il dito le strade sulle mappe degli atlanti, inventando viaggi in luoghi in cui non sono stato
mi piace avere una casa nuova
«Mi piace spettinato camminare
il capo sulle spalle come un lume
e mi diverto a rischiarare
il vostro autunno senza piume.»
«Dovresti smettere di essere così sarcastico.» «Nemmeno se scrivessero sul pacchetto che invecchia la pelle.»
«E tu non commenti i fatti di oggi?» «Ammetto di essere un po' in pensiero per le sorti della ballerina di Siviglia.»
«Perché non parli mai di televisione?» «Trovo che la televisione sia come il sesso: si fa o tutt'al più si guarda. Parlarne è volgare.»
«Stasera Glitter, dopo due anni: non temi il ridicolo?» «Tutt'al più temo scelte musicali e cocktail.»
«Before I get the wrong idea and go.»
«Hai l'aria delusa.» «Tendo a rovinarmi l'impressione d'insieme notando i particolari.»
E l'effetto boomerang del “Tipico Bonelli™”: Tipico Bonelli™
mi piace immaginare i tre desideri da chiedere al Genio della Lampada
«Gli scopi di un social network sono tre: intrattenere, discutere o trovare qualcuno per fare sesso.» «Ce n'è un quarto, il mio: inviare messaggi in codice a inconsapevoli lettori.»
se fossi un film sarei mio
se fossi una spezia sarei noce moscata
se fossi una power ballad sarei di Diane Warren
se fossi una laurea sarei Stronzologia alla IULM
se fossi kitsch sarei l'Eurovision song contest
moi, je déteste le dimanche
«I wanna dance like it was the last dance of my life: we're on a timebomb, you might not last long, let's just do it right now, do it come on.»
ripensare valutare rischiare tornare lasciare ritrovare: è tempo.
«But baby, it ain't over 'till it's over.»
ci dev'essere proprio qualcosa di sbagliato. o meglio: solo qualcosa di giusto.
GIUGNO
«He'll look at me and smile – I'll understand – and in a little while he'll take my hand. And though it seems absurd I know we both won't say a word.»
«Cosa fai stasera?» «Se qualcuno si facesse vivo, qualcosa.»
«Non credi che saresti più felice se la tua vita fosse come una sitcom?» «Immagino che alla lunga sarei estremamente irritato dalle risate del pubblico.»
vorrei la pace nel mondo. vorrei rifarmi le tette. vorrei illuminarti l'anima. vorrei un bazooka. vorrei volare. vorrei non volere. vorrei, non vorrei, ma se vuoi...
mattinata sul sito di scarpe con il supersconto per l'acquistone di massa con le colleghe; pomeriggio in attesa della scarica di adrenalina al momento in cui premerò “compra subito".
«Ti accorgi di come vola bassa la mia mente? È colpa dei pensieri associativi se non riesco a stare adesso qui.»
«Come ti regoli, quando non hai niente da dire?» «Taccio. Ma carico il silenzio di molti non detti.»
«Da cosa desumi la pochezza dei gay milanesi?» «Dalle proposte disattese.»
«Dunque ne fai una questione di orgoglio ferito?» «No: di cattivo gusto.»
Facebook, ti avevo avvertito. Inizia l'operazione "Brilliant Disguise".
«Somebody: crowd me with love. Somebody: force me to care. Somebody: make me come through – I'll always be there, frightened as you, to help us survive.»
«Ti penti mai delle tue scelte?» «Quasi sempre. Ma ipotizzo che sia il segreto per continuare ad avere desideri.»
«E così non sei andato alla pubblica adorazione di Madonna.» «No: non lo farò finché non produrrà un nuovo album bello. Cioè mai.»
Baracchini, era ovvio e non ce n'era bisogno, ma ti stimo comunque, infinitamente.
Non è che mi toccherà seguire la partita della Germania per vedere all'opera Mats Hummels, vero?
«Sei davvero così snob da non vedere l'Italia, stasera?» «Francamente mi stra-basta vederla per più di trecento giorni l'anno.»
«And these songs that we sing do they mean anything to the people we're singing them to?»
talvolta provo momenti di felicità così intensa che gli occhi si riempiono di lacrime. una commozione celata anche a me stesso, timoroso di non vederla più tornare.
«Allora ci si becca al MIX!» «Non credo proprio. Se ci sarà un film interessante che non si trova in giro, andrò a vederlo. Ma cercherò di non farmi “beccare” da nessuno, nel percorso foyer/poltrona.»
ci sono giorni in cui vorresti mandare tutti affanculo. e lo fai.
«I wish I could sing no regrets and no emotional debt, 'cause as we kissed goodbye, the sun sets.»
sabato ti aveva toccato qualche corda. l'ho visto questa sera sul computer. contento che non ci fosse il pubblico. libero di piangere tutte le lacrime per una storia che anch'io ho vissuto.
«If I can barely say “goodnight”, how could I ever say “goodbye”?»
mentre la città esulta, la direzione migliore è via Castelvetro, dove per una volta non ci sarà coda.
fb è fastidioso per svariati motivi, ma la necessità di esibizionismo e approvazione ha la meglio sul desiderio di fuggire.
comunque, fra tutte le cose irritanti, la peggiore è continuare a vedere nella colonna di destra e negli altrui commenti il nome di persone con le quali non vorresti avere – o vorresti non aver avuto – a che fare.
e la telefonia: nuova tariffa stracciata del cellulare dopo quindici anni di fedeltà + nuovo facilissimo numero di casa prima del trasloco.
ikea/leroymerlin1/mediaworld1/brico1/brico2/mediaworld2/leroymerlin2/whiteelephant/darty: il mio sabato bestiale
LUGLIO
Diprè, sei un fottutissimo genio (e il vero, unico artista assoluto)
i miracoli accadono. www.nasciaprandi.it
Milano, Tropico dell'Acquario
fb non è twitter; al prossimo cancelletto (hashtag, #) che vedo in un post, vomito. #StopFbHashtags
e sogni d'oro.
«And ups and downs and ups and downs… Oh I'm just a floozy, an old-fashioned hussy (trying to kiss you, it hasn't been easy).»
basta che tu dica di sì e sarò tuo per sempre
«I'll go my way by myself: here's how the comedy ends.»
la stessa canzone: stamattina con la riproduzione casuale dell'ipad (su 5500 brani), ora sulla radio di grooveshark (su svariate migliaia di brani). è tutto così palese anche per la sorte?
Com'era? «Non fare agli altri...» – Maledetto karma.
«Ready for the holidays?» «Not just yet, but almost: choices aren't easy as you might think, when you're lonely.»
e la frustrazione di essere obbligato a cambiare il Filosofia in Times New Roman
mancano solo quindici giorni. mancano solo quindici giorni. mancano solo quindici giorni. mancano solo quindici giorni. mancano solo quindici giorni. mancano solo quindici giorni. mancano solo quindici giorni. mancano solo quindici giorni. mancano solo quindici giorni. mancano solo quindici giorni. mancano solo quindici giorni. mancano solo quindici giorni. mancano solo quindici giorni. mancano solo quindici giorni. mancano solo quindici giorni.
speriamo che mi si riconosca
scusi, mi farebbe passare? vorrei scendere.
«Don't you sometimes wish your heart was a heart of stone?»
la seconda persona che non mi riconosce nel giro di pochi giorni. forse non sono davvero più io.
«So think of me when the light is fading and home is on your mind. Think of me when the light is fading and time is on your side.»
«E i miei amori uscivano dai cassetti e dalle scatole di latta; qualcuno in macchina, altri ancora solo in maglietta. E correvano via, giù per quelle scale, via: ognuno solo e a bordo della sua fotografia. Traslocando.»
a pochi passi dal traguardo la stanchezza è così intensa che l'unico modo per non arrendersi è pensare che non lo stai facendo solo per te, ma anche per qualcun altro. qualcuno che forse non c'è ancora, ma prima o dopo arriverà.
alla riscossa stronzi, che i fiumi sono in piena: potete stare a galla.
pronto per accoppiarmi (di fatto)
il punto sul sabato mattina: installazione lavatrice nuova, fatto; trasporto due mobili anni '50 per cinque piani di scale, fatto; allacciamento elettrodomestici cucina, fatto; feltrini sotto ogni mobile, fatto; una delle mie pizze preferite, appena ordinata. ora mi aspetta un pomeriggio faticoso!
sono talmente monotasking da non riuscire ad ascoltare la radio mentre guido; mi sa che finirò di arredare casa nel 2015.
e comunque in questo periodo basta lasciarvi soli due minuti che vi fidanzate tutti (anche quelli sui quali avevo fatto un pensiero)
a me, sinceramente, delle olimpiadi non importa proprio nulla
e poi un giorno capirò perché non ricordo mai dove parcheggio la sera. ma se sarà alzheimer, non ricorderò neppure che un tempo mi chiedevo questo, e allora poco importa. solo, vorrei evitare questo pellegrinaggio tutti, ma proprio tutti i giorni.
AGOSTO
«Hey: read my lips, ‘cause all they say is “kiss kiss kiss kiss kiss”.»
«E in questo sabato qualunque, un sabato italiano, il peggio sembra essere passato.»
confida che l'accanimento della sfiga abbia presto fine – e forse è troppo stanco
col leone di montagna il mio mac ci guadagna
Un pomeriggio di lacrime calde su tre fette di Saint-Honoré per Barney e Robin.
«It's all so simple: relax, let go, let fly. So someone tell me, why can't I?»
Goodbye, Marvin.
e il contrappasso: 'sta volta la prima ad essere finita, funzionante e senza scatoloni è la cucina...
in vacanza senza vocali
«Forse a Milano io ti darò del lei.»
oh, what a day...
dopo un'analisi approfondita sulle spiagge croate, se l'alternativa all'inarrivabile corpo a imbuto è quello a pera, preferisco il mio: a tubo.
talvolta dà fastidio avere le idee troppo chiare
e il mondo parallelo
«Stile balneare.»
è davvero sorprendente come alla fine la cosa che più conta sia una buona educazione
«Con le gambe ad angolo, con le gambe ad angolo ballo il twist.»
dicono che la cosa importante sia ammettere i propri errori – ma quasi sempre non basta a placare il senso di colpa
«And just maybe I can convince time to slow up, giving me enough time in my life to grow up: time, be my friend – let me start again.»
si ambienta nel nuovo ufficio (del quale ovviamente già si lamenta)
«Out on this road everything changes: no, nothing ever stays the same – faith comes and goes, dreams are forsaken, we take our chances everyday.»
eppure la vita degli altri è sempre più interessante
mattino di fine agosto: piazza della repubblica appare meravigliosa (di tutte le novità, una delle più belle è l'andare in ufficio a piedi)
«This time I held the answer right here in my hand. Then I touched it, and it had turned to sand.»
«Dovresti dichiararti al tuo amore segreto.» «Non se ne parla. Manco di tempismo ma sono affetto da sincronicità: se lo facessi, si sarebbe appena fidanzato con un tizio da me scaricato malamente (che probabilmente già frequenta).»
comunque io sono qui, e ti aspetto.
«Life must go on; I forget just why.»
«Maybe I'm crazy to suppose I'd ever be the one you chose out of a thousand invitations you'd receive…»
«And if I only could, I'd make a deal with God and I'd get him to swap our places.»
con la correzione automatica, non puoi più renderti conto se chi ti scrive sa che «coscienza» ha la i e «po'» l'apostrofo. fortunatamente, per giudicare la gente, rimangono ancora sintassi e consecutio temporum.
con l'umore di un milanese medio
«With a kiss I'd pass the key.»
post ideologie, vige la regola del meno peggio
ancora un'ora in ufficio. ho tanto, tanto sonn
SETTEMBRE
quando a milano piove, piove.
l'ascensore, la lavastoviglie, il soffitto parallelo al pavimento, il parcheggio davanti al portone, il parquet, l'aria condizionata, mezza città a un passo... come facevo prima, non so.
«Promises, promises: this is where those “promises, promises” end. I don't pretend that what was wrong can be right; every night I sleep now, no more lies: things that I promised myself fell apart, but I found my heart.»
sai quei giorni in cui non hai molto da dire? ecco.
tra pochi minuti avrò un armadio. o meglio: esisteva da quaranta giorni, ma era un inutile fantasma (grazie, inetti montatori ikea). sabato e domenica, le grandi manovre.
ore 10.20 del mattino: uno scintillante sole a est, una meravigliosa luna a ovest.
«Solo con gli occhi faccio sport da portinaia.»
tra Mary Poppins e Schiava Isaura.
«Di questo e d’altro parlerei, quando vuoi. Di questo e d’altro parlerei, se mi ascolterai... Si accendono falò di breve intensità, e non ho molto tempo per riflettere.»
«Innamorarsi va bene: ma passata la festa, cosa resta?»
da quando vivo qui, ogni volta che esco di casa incontro qualcuno che conosco (o vorrei conoscere). urge un serio ripensamento dell'apparenza con nuovo armamentario voluttuario.
apre california bakery di fianco all'ufficio: un uomo felice.
e, prossimamente, grasso.
e il sorriso ingessato mentre stringo la mano a jean claude. oh, madre!
older doesn't mean wiser.
per stare bene nell'era di facebook, il segreto è leggere solo la pagina del proprio profilo (o avere pochissima immaginazione).
autunno: come si cambia look per ricominciare
tizi che non sopporto: i decenni che possiedono tecnologia costosa, i ventenni che mi danno del lei, i trentenni con la vita filtrata dai social network, i quarantenni che chiamano mammà tutti i giorni, i cinquantenni che hanno ancora paura, i sessantenni in felpa e t-shirt, chi ascolta vasco rossi guarda glee snobba i videogiochi a qualunque età.
le regole delle grandi aziende sono assurde; da domani entro in modalità sorriso di ghiaccio perenne e do un estremo saluto alla mia integrità impersonando un ragionier fonelli qualsiasi.
sleepless in porta venezia
tutto il giorno ad aprire scatole di libri in compagnia della nemica di sempre: LaPolvere™.
«Should I try? Am I strong enough? Is there time ever long enough?»
OTTOBRE
e la spesa al super con l'amica come le vecchie
«This is where I was going to sing your name over and over again, but i chickened out in the final minute 'cause I thought you probably wouldn't like it.»
«...or nothing at all.»
mi dai 250 lire? vorrei un piedone alla fragola. o un twister... ma arriverà solo tra qualche anno.
to B or not to B?
quando ha ragione la ragione.
«The truth is now what I say: I've taken care of yesterday.»
alle buone notizie si accompagnano sgradevolezze umane che ne rovinano l'effetto tranquillante. è il contrappasso, bellezza.
e l'instabilità del bit
se un giorno scriverò LOL e OMG fermatemi. e datemi un ceffone.
l'anno prossimo, premio nobel per la pace a vega. per non averci invaso e soggiogato.
l'anno prossimo, premio nobel per la pace alla categoria degli hipster. per aver abbandonato facebook in favore di altri fastidiosi social network.
l'anno prossimo, premio nobel per la pace a dio. così si va sul sicuro.
«Put some makeup on your face, make this world a better place.»
«See how the heart reaches out instinctively for no reason but to touch.»
«Feelings are intense, words are trivial. Pleasures remain – so does the pain.»
devo essere grato ad apple che mi cambia gratis l'hard disk dell'imac vecchio di tre anni o incazzato perché mi ha venduto un disco fallato (che avrebbe potuto farmi perdere dati), mi obbliga a riscaricare il sistema operativo (farlo lei in negozio no?), a reinstallare 800 gb di dati (con tutti i rischi di perdita dati e casini vari) e soprattutto mi lascia senza computer per un numero di giorni che non può dirmi al telefono perché «dipende dalla situazione che c'è al genius bar quando arriva»?
al terzo mac - terzo ipod - primo ipad - secondo iphone, per la prima volta apple si merita un immenso vaffanculo.
«I wanna be a survivor like Grace Jones.»
la vera maledizione è voler essere simpatico a tutti e risultare invece insopportabile ai più.
«è proprio bella», dice. a pochi passi dal traguardo, la fatica è già ripagata.
si fa per dire, vero. uno passa la vita a cercare di essere il più possibile normale e sulla soglia dei quarant'anni si accorge di aver sbagliato tutto...
lui è felice per la perdita del lavoro da parte di migliaia di giornalisti, redattori, grafici, stampatori: ecco l'ennesima infelice uscita demagogico-fascistoide di uno dei personaggi più pericolosi per il futuro del belpaese. secondo me, naturalmente.
«Well, there's a picture that hangs up on my bedroom wall and it's there to remind me that you really didn't care at all.»
il telefono: la sua voce.
«I absolutely adore you.» «Shut up and deal.»
«We're neither pure, nor wise, nor good: we'll do the best we know.»
NOVEMBRE
sono davvero l'unico che vuole andare a vedere 007?
si intravvede la fine del tunnel
«Every night at seven, every time the same thing happens: I fall once again in love, but only with you.»
«Vous resterez au grand jamais le plus brûlant de tous mes secrets; nous resterons au grand jamais loin l'un de l'autre – et pourtant tellement près.»
«Indifference is killing me (am I wry?)»
ieri sera, con Marlene e Tom
«Wir gehen auseinander, morgen küßt Dich ein andrer. Dann wirst Du nicht mehr fragen, Warum.»
complimenti, Lana: vinci il primo premio assoluto per la cover song più disgustosa di sempre.
complimenti, Tracey: vinci il primo premio assoluto per la christmas song più riuscita dell'anno (e che splendore, l'arrangiamento).
domani mi travesto da ragazzino e via: alla fiera dei videogiochi, come se il 1983 non fosse mai passato.
(sono all'inizio, prima di vanessa gravina – per chi già non lo sapesse)
d'accordo: una noia (era meglio l'anno scorso, è il mantra dei visitatori)... ma tanta, tanta roba (in tutti i sensi).
ciò che fa più male è sapere che non pensa a te.
ma poi, per favore: datemi prove tangibili dei vostri loschi traffici, non lasciate la mia immaginazione vagare senza certezze...
Luca Sofri che mi tiene aperta la porta dell'Eliografica, mentre maneggio maldestramente un pannello da un metro e mezzo, è l'apice della giornata.
Se avessi twitter... Potresti seguire l'ale che ti manda dei twit che tu non corrispondi...
«Twitter is stupid and Instagram is Twitter for people who can’t read.»
«Il y a eu des nuits où je mourais de toi comme on meurt de faim.»
Penélope chez moi
sì, vabbè, sono vivo – si fa per dire, vero.
«I giorni passeranno vuoti se non ci sei tu.»
ascolti solo artisti oscuri e alternativi – io a volte devo canticchiare Gianni Togni. frequenti solo serate a invito – io spesso resto in casa con un videogame. hai decine di amici adoranti che consideri la tua vera famiglia – io ne ho pochi, che amo e mi amano, ma non sostituiscono l'amore in attesa. io e te: collisione casuale e poi stupore passione sofferenza indifferenza.
«Vivi: anche se c'è crisi restiamo qui a discutere, facciamoci compagnia. C'è ancora un po' di allegria, c'è ancora un domani per due cuori solitari.»
«Parli solo di te stesso: non ti occupi mai di quel che avviene al di fuori del tuo cervello.» «Cerco di parlare solo di persone che conosco abbastanza bene, che del cervello facciano uso frequente e soprattutto che non mi possano fare causa.»
sorrido ogni volta che la leggo: «Transported to a surreal landscape, a young girl kills the first person she meets and then teams up with three strangers to kill again»
«E c'è sempre lì quello che parte, ma dove arriva, se parte?»
sarà il caso di uscire dal letto?
e così, d'improvviso: tradire, convertirsi, rinunciare al nuovo già prenotato per il quasi obsoleto – tutto in una domenica mattina.
oggi pomeriggio: tutto Jean Vigo.
i giovani che sembrano vecchi, i vecchi che sembrano giovani. il mito di Orfeo e il non guardare indietro per fingere di non sapere quanto si è perso. il culto del nuovo e l'assurda speranza in un domani migliore.
«Worrying is trought, I sleep all night: appetite and health restored… You don't know how much I'm bored!»
a solution for sad and tough times.
«And you know there is something very important that we need to do as soon as possible.» «What's that?» «Fuck.»
après la PS3, le déluge.
DICEMBRE
«Happy without you.»
Homeland e Revenge: se piacciono a Babs dovranno piacere anche a me...
io no, non sarò mai la reginetta del ballo.
immagino che la canzone che ti ronza per la testa al mattino appena sveglio sia un chiaro messaggio dall'inconscio. [Dinah Washington - Let’s Do It]
tra il dire e il fare c'è di mezzo Andre Kun.
«And I shall hear, though soft you tread above me, and all my grave will warmer, sweeter be – for you will bend and tell me that you love me, and I shall sleep in peace until you come to me.»
quando arrivi a commuoverti guardando Gordon Ramasay capisci che è il momento di fermarti e riposare.
mi sono innamorato di te perché avevi troppo da fare.
i giardini pubblici, una domenica dicembrina: metà squallido luna park, metà quasi paradiso.
buona fine di dicembre a chi inizia, a chi finisce, a chi ha finito. a chi spera e a chi costruisce. a chi sogna e a chi vive. a chi sta fermo e a chi si muove. e a me: che inizio, finisco, ho finito, spero, costruisco, sogno, vivo – fermo e in movimento.
The Torch Songs for Christmas™ Project
Episode 1: «You said you loved me – or were you just being kind?»
The Torch Songs for Christmas™ Project
Episode 2: «Your guitar, it sounds so sweet and clear, but you're not really here: it's just the radio.»
The Torch Songs for Christmas™ Project
Episode 3: «When your lonely heart has learned its lesson you'd be his if only he would call.»
ho vinto il torneo del due di picche celato e incassato dopo la prima uscita. bonjour tristesse.
e poi sono le piccole cose ti fanno felice.
The Torch Songs for Christmas™ Project
Episode 4: «Will it ever cloy this odd diversity of misery and joy.»
The Torch Songs for Christmas™ Project
Episode 5: «And never a new love will be the same.»
poi scopri che è di destra e ti passa la poesia.
The Torch Songs for Christmas™ Project
Episode 6: «Still I'm sure to meet him one day – maybe Tuesday will be my good news day.»
well well, maalox: we meet again!
The Torch Songs for Christmas™ Project
Episode 7: «It's time to wind up the masquerade.»
citavo Max Black a metà novembre: «Twitter is stupid and Instagram is Twitter for people who can’t read». immagino che non leggeranno neppure la nuova linea di condotta in vigore da metà gennaio: mi posso rivendere le tue foto e non ti do un centesimo (facebook, non fai in tempo a comprare instagram e fai stronzate... mi ricordi microsoft con skype).
quando più o meno tutti ti stanno sui coglioni è ora di andare a dormire.
The Torch Songs for Christmas™ Project
Episode 8: «This pitterin, pattering, beating and spattering drives me mad.»
The Torch Songs for Christmas™ Project
Episode 9: «I'm moody all the morning, mourning all the night – and in between it's nicotine.»
parlare a colleghi imbecilli con il tono più stronzo di sempre: inevitabile – anche il giorno prima delle vacanze.
The Torch Songs for Christmas™ Project
Episode 10: «But how strange the change from major to
minor, ev'rytime we say goodbye.»
merry xmas, folks!
«Maybe I’m crazy to suppose I’d ever be the one you chose out of the thousand invitations you receive…»
(a genuine question, btw)
Dorothy with me, myself and I
muffoso. mi farò una doccia, asciugandomi per bene.
what are you doing new year's eve, again?
love you all.
just tonight.
(farewell 2012)