26 ottobre 2006

omaggio a rodari

Il signor Amerigo
Si svegliò una mattina
E quando andò in cucina
Trovò la Morte in frigo.

Non si stupì per niente
Ma si chiese chi era,
Con l’abito da sera
E la falce splendente.

Lei, un poco infreddolita,
Si presentò, sorrise
E a scacchi gli permise
Di fare una partita.

La posta in gioco affatto
Lo spaventò: alle Sei
Non andò via con lei
Ché diede Scacco Matto.

La Morte, è la morale,
Cieca non è per niente
E con sé porta gente
Che a scacchi gioca male.

24 ottobre 2006

into the groove

Strani giorni: la vita è più intensa ma non ho parole mie e la tentazione di usare quelle di altri è forte.
Oh, to be in love
And never get out again.

Sono nella soap opera ma rimango uno spettatore. Sorrido, intimidito. Quel che c’è intorno mi piace, molto.

La morte mi ha accarezzato, stasera, sotto la pioggia. Un lampo così rapido da non darmi neppure il tempo di aver paura. Un passo indietro: salvo. Non questa volta, Vecchia Signora.

Come stringe, la catena del posto che elemosina l’assegno a fine mese. Sto cercando di capire cos’altro so fare. O meglio: sto cercando di capire come convincere qualcuno che so fare altro.

Garçon non lo sa, ma ha risvegliato la mia passione per le categorie, e per concetti assoluti, tipo Bene e Male (chissà: forse lui lo chiamerebbe “Maleh”. Le regole del suo lessico rimangono un mistero che non voglio per nessuna ragione spogliare della sua magia, decrittandolo).

Sorrido. Ma non per far piacere agli altri, come al solito. Così, senza motivo apparente, mi ritrovo con gli angoli della bocca all’insù. È quasi un miracolo.

14 ottobre 2006

materia grigia difettosa

Sempre meno memoria.
La Città è cambiata, d’accordo, ma se ricordo poco è colpa mia, non della sua continua evoluzione.

Ho dimenticato soprattutto l’indirizzo del Supergarzone e i tre messaggi (spediti a tre indirizzi diversi “inventati” al momento) non gli sono mai arrivati. E così mi manca un bel po’ e neppure può saperlo…

A lui e agli altri che transitano di qui: torno lunedì mattina.
Per gli altri: accoglienza adeguata, please.
Per lui: all’accoglienza ci penserò io per compensare il lungo silenzio.

6 ottobre 2006

the bronx is up and the battery’s down

E via che si va, stanco, teso ma emozionato.
Cosa si mette in valigia? Cosa si dimentica ’sta volta?

Un abbraccio a quei tre che ogni tanto leggono queste righe.

L’equino della savana sa già che sentirà la mancanza dell’eroico apprendista.