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13 maggio 2009

sette penne assolutamente irritanti

Pierluigi Battista: come Woody Allen, ma del tutto scevro da ironia, crede che bastino un paio di baffi e di occhiali per nascondere le reali intenzioni dei suoi superflui articoli: l’osannante celebrazione dei sultani che detengono il potere.
Mario Luzzato Fegiz: incapace di fare a meno dei suoi pregiudizi, racconta dischi e concerti che evidentemente non ha mai ascoltato e propina sconcertanti banalità, per giunta con stile incerto.
Alessandro Piperno: inabile alla scrittura, è fastidiosamente inutile; spero d’incontrarlo per farmi restituire, se non il tempo, almeno i soldi che ho buttato per acquistare il suo osannato ma piatto, vuoto, scopiazzato esordio letterario.
Antonio D’Orrico: responsabile dell’immorale successo di Faletti e altri inconsistenti scribacchini (vedi Alessandro Piperno), instilla il ragionevole dubbio di essere prezzolato dagli uffici stampa delle Case editrici.
Paolo Isotta: sgradevolmente presuntuoso, ancorato a un passato perduto e a un contemporaneo inesistente, scrive banalità dense d’invidia con uno stile ridicolo.
Guia Soncini: ex pupilla di Giuliano Ferrara, basterebbe solo questo a renderla insopportabile. Ma la tizia scrive, costruendo solo un barocco nulla di frustrazioni che puzza di stantio.
Aldo Grasso: il meno oggettivo tra i critici che fingono di esserlo; il suo opinabile metro di giudizio è la simpatia. Ma il vero problema, quando lo leggi, è che non sai se a scrivere l’articolo sia stato lui o uno dei suoi numerosi, fedelissimi negri.

(E allora perché leggo il Corriere? Perché è a scrocco…)

21 gennaio 2008

sette frasi veramente spudorate

1. «Facciamo senza fattura?»
2. «La uso solo ogni tanto, giusto per essere di compagnia…»
3. «A votare non ci vado, tanto decidono tutto loro.»
4. «Questi attacchi al Papa sono assolutamente gratuiti.»
5. «Sui mezzi pubblici noi ormai siamo la minoranza.»
6. «Guarda che è di origine psicosomatica…»
7. «Tanto non se ne accorge nessuno.»

3 aprile 2007

sette frasi davvero indecenti

1. «Très chic!»
2. «Ti ho presentato la mia signora?»
3. «Che carini gli oggetti dell’Ikea!»
4. «Come donna e come madre…»
5. «L’ho letto su Metro.»
6. «Non sono razzista, ma…»
7. «Adesso ti spiego.»

26 febbraio 2007

sette frasi decisamente intollerabili

1. «Mi spiace, non posso dare un giudizio perché non me ne intendo.»
2. «Dovete avere uno sguardo extra-quotidiano.»
3. «Destra… Sinistra… Tanto sono tutti uguali.»
4. «Ma quest’estate cosa fai?»
5. «Voi collaboratori sì che siete liberi, mica come noi che dobbiamo timbrare il cartellino.»
6. «Davvero? dopo un anno non hai ancora messo in funzione la cucina?»
7. «Figurati: non cambierò mai idea.»