18 ottobre 2009

torre d’avorio (dentro e fuori)

Il caldo canicolare e d’improvviso i rigori di un inverno anticipato: chiunque incontri non può fare a meno di commentare il clima apparentemente impazzito, e davvero non sai più di quale frase del repertorio abusare; ma trovarsi in metropolitana tra la ragazza con sandali e ombelico scoperto e il quarantenne con sciarpa e piumino è in effetti spiazzante.

Appuntamenti al buio: consigliano un ciclo di ricarica completo al mese per tenere in buono stato la batteria del telefono; così, segnare sull’agenda di fare lo stesso con uno sconosciuto, con uguale frequenza: la ricarica di adrenalina è un’ottima alternativa alle droghe sintetiche, senza controindicazioni, per superare le fatiche della settimana lavorativa – e talvolta conosci anche persone con le quali è piacevole conversare.

Pulizie autunnali sul sito della socialità: cancellare l’amicizia è nuovo pretesto per dispensare frustrazione o rancore; ottima ragione dunque per farlo, di quando in quando.

Pulizie autunnali nella soffitta dei ghiacci: sarebbero un’ottima idea, se solo l’avessi, di quando in quando.

Umore pessimo: farsene una ragione; probabilmente nella mesta città padana sarà la costante per il resto della propria e altrui esistenza – e ciò spiega perché i milanesi cerchino di fuggire appena possono, per un pomeriggio o per la vita.

Repetita mactant: la sveglia, la strada, l’ufficio, la pausa, la casa, la cena, la sera, il letto – e se va tutto bene, sono arrivato solo a metà.

Repetita iuvant: quando sono triste, mi basta piangere un po’ con Celia Roth o Audrey Tatou e tutto migliora – anche io.