31 gennaio 2008

la nuova stagione

«Era ufficiale: era cominciata una nuova stagione.
Forse sono i nostri errori a determinare il nostro destino: senza quelli che senso avrebbe la nostra vita? Probabilmente se non cambiassimo mai strada non potremmo innamorarci, avere un figlio, essere ciò che siamo.
Del resto le stagioni cambiano, e così pure le città. La gente entra nella tua vita e poi ne esce. Ma è confortante sapere che coloro che ami rimangono per sempre impressi nel tuo cuore.»

27 gennaio 2008

bugiardo

Chi finge di amare tutto del compagno per non rischiare di perderlo; chi simula affetto per ottenere un favore; chi sta con te e nasconde il passato; chi mente al ragazzo con cui esce riguardo all’impegno nel rapporto, e il ragazzo fa lo stesso; chi maschera il proprio odio con un sorriso smodato; chi s’inganna per non ammettere di essere diventato l’altrui ossessione; chi crede di riuscire a imbrogliare celando le azioni di cui si vergogna.
E io qui in mezzo – un po’ l’uno, per niente l’altro, attore e spettatore – a chiedermi perché sia così difficile essere sinceri, perché non si sia capaci di riconoscere che siamo fatti così: male – imperfetti, complicati – senza diventare disonesti, prima di tutto con noi stessi.

23 gennaio 2008

heathcliff

«Out on the wiley, windy moors
We’d roll and fall in green.
You had a temper like my jealousy
Too hot, too greedy.
How could you leave me,
When I needed to possess you?»

21 gennaio 2008

sette frasi veramente spudorate

1. «Facciamo senza fattura?»
2. «La uso solo ogni tanto, giusto per essere di compagnia…»
3. «A votare non ci vado, tanto decidono tutto loro.»
4. «Questi attacchi al Papa sono assolutamente gratuiti.»
5. «Sui mezzi pubblici noi ormai siamo la minoranza.»
6. «Guarda che è di origine psicosomatica…»
7. «Tanto non se ne accorge nessuno.»

20 gennaio 2008

agosto ’98

Partire.
Lasciare le facce
chiudersi dietro il portone
dimenticare tutto.
Senza un saluto,
partire.

Partire,
suono dolce
di nostalgia
treno nella notte
aereo che sibila
lenta autostrada.
Il tempo si dilata,
la velocità è sorda
e mi addomestica.
D’improvviso,
partire.

Partire:
e mi beo del silenzio,
io e la mia scelta,
soli, decisi e forti.
Compagna del mio viaggio
per cambiare il mondo
una speranza;
e negli occhi
le luci dei grattacieli
e il ricordo dei tramonti
dalla finestra della camera,
ma quella della gioventù,
e sono, per fortuna, ricordi.
Con disprezzo,
partire.

Partire
senza chiedere scusa
– Di fronte a te, Orfeo –
felice incosciente ebbro
senza rimpianti,
solo il futuro
adesso
partire.

16 gennaio 2008

esibizionista

MySpace! Facebook! Flickr! aNobii! Netlog! LastFM! YouTube!
Forza ragazzi, è il Social Network!
Ovvero, la più sfacciata messinscena della socialità per il solo scopo di esserci, di esibire il proprio nulla, di apparire.
Ma scrivere un blog non è forse lo stesso?

Eccomi, il più ipocrita tra gli esibizionisti.

15 gennaio 2008

l’addio

Mi guardo allo specchio e quasi non mi riconosco. Con gli occhiali nuovi ho un’aria strana, un po’ folle e un po’ buffa. Non so se mi stanno davvero bene, ma non importa: dovevo disfarmi dell’ultimo feticcio che ricordava l’Ossessione perduta. Giacché per gli altri sono da sei anni “i miei occhiali”, per me erano comunque “i suoi”.
Ecco. Un piccolo passo per sentirmi più libero, e più contento. Probabilmente ora lo sarai anche tu, pg. O forse no.
Comunque, addio.

13 gennaio 2008

ho scelto te

Dev’essere qualcosa che ho, o forse che non ho – o più probabilmente tutt’e due: qualcosa che ho e non ho.
Quest’indefinibile causa, come un peto pestilenziale, tiene lontani gli uomini che mi sembrano giusti per me, quelli che vorrei conoscere meglio perché m’incuriosiscono mi divertono mi stupiscono.
C’è quello che ho spiato per mesi (così mi sono scoperto psicopatico, o più precisamente: incline all’ossessione), l’altro per il quale sono un sicuro confidente (e non sa che l’immagino sotto la doccia mentre mi parla), l’altro ancora eternamente fidanzato (non con lo stesso ragazzo – mai con me)… e l’elenco potrebbe andare avanti, ma è meglio fermarsi, tanto non si va lontano: più un uomo mi piace, meno lo interesso. Punto.
E se questo inutile sfogo sembra quello di un sedicenne, beh, lo è. In tutto ciò che riguarda le relazioni e i sentimenti altaleno tra i sedici e i settant’anni, tra l’inadeguatezza e la disillusione. In mezzo, mai.
Per giunta, non ho speranza di acquietarmi, protetto come sono da una malcelata stupidità che mi conduce al notorio, assurdo, inguaribile ottimismo. Troppo pavido per essere un suicida, troppo idiota per il pessimismo.

9 gennaio 2008

di alcuni errori

L’inizio circondato d’amore sotto una pioggia leggera – Passi meno incerti, ombre in dissolvenza – Il turbinare della ruota, la falce, la farfalla – Tornare per ripartire, stupirsi e poi giocare – E infine ricordarsi di alcuni errori.
Virtute e canoscenza.