Partire.
Lasciare le facce
chiudersi dietro il portone
dimenticare tutto.
Senza un saluto,
partire.
Partire,
suono dolce
di nostalgia
treno nella notte
aereo che sibila
lenta autostrada.
Il tempo si dilata,
la velocità è sorda
e mi addomestica.
D’improvviso,
partire.
Partire:
e mi beo del silenzio,
io e la mia scelta,
soli, decisi e forti.
Compagna del mio viaggio
per cambiare il mondo
una speranza;
e negli occhi
le luci dei grattacieli
e il ricordo dei tramonti
dalla finestra della camera,
ma quella della gioventù,
e sono, per fortuna, ricordi.
Con disprezzo,
partire.
Partire
senza chiedere scusa
– Di fronte a te, Orfeo –
felice incosciente ebbro
senza rimpianti,
solo il futuro
adesso
partire.
20 gennaio 2008
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