18 novembre 2008

traditore

Non sono un campione in molti campi, ma nel senso di colpa non mi si batte: come riesco a farmi paralizzare turbare addolorare io, ce la fanno in pochi.
Da dove è venuta la forza sfacciata di dare quello schiaffo? è stata davvero la mia mano?
Come ho potuto infilare in tasca quelle matite senza pagarle? con quale imprudente spavalderia?
Erano proprio i miei occhi a guardarla, così presto? davvero irrinunciabile, la voglia di anticipare le stagioni?
È sconcertante scoprire che sei capace di azioni impreviste o deplorate negli altri.

E poi è successo che una volta mi sono innamorato, senza essere vittima di un’ossessione. Sono stato l’Altro in un amore proibito, inatteso, segreto, come in un romanzo da poco.
La passione, gli appuntamenti, il sesso impacciato. Le nostre omissioni, poi le sue bugie: prima a lui, quindi a me – e così, l’ipotesi di un grande amore cancellata da poche parole al telefono. Cosa mi aspettavo, del resto, da un traditore seriale?
Per la prima volta, ecco perdere troppo: con il prospettato compagno, la speranza e la fiducia; con il mio agire irresponsabile, l’onestà, la correttezza, un amico. Per una volta ancora, ecco tornare il senso di colpa, più che mai divorante.
E infine, quella volta sola, lo stupore di scoprirmi infido, e il sentirmi una pessima persona. Cosa mi aspettavo, del resto, da me, novello traditore?

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