6 gennaio 2015

triennale antologica: il duemilatredici

GENNAIO

abbiamo fatto 13.

«Don't look at the camera, try to sleep.»

nessun buon proposito è un ottimo proposito.

«At night the stars put on a show for free, and darling: you can share it all with me.»

restare a lungo isolati fa pensare al passato e a quanto influisca sul recente, sul presente e probabilmente sul futuro, se nulla cambia.
la solitudine fa capire che l'abbandono dei padri porta a lasciare un nuovo amore prima che sia lui a farlo, benché non si sappia se lo farà mai.
senza impegno non c'è riuscita. senza dolore, speranza. senza desiderio, l'avvenire.
«It seems to me if you never risk you'll never win.»

finalmente si avvicinano le vacanze estive.

cloud atlas: amore, rivoluzione, morte, speranza. il momento più appropriato.

«Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza. 
Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il vostro entusiasmo. 
Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la vostra forza.» 
— Antonio Gramsci

è vero: ormai leggo quasi solo la Lucarelli.

«Tutti pensano che sia gay. E chi se ne frega! Non smentirò mai nessun pettegolezzo, perché non voglio che la gente possa credere che essere omosessuale sia una cosa negativa. La mia vita privata è solo mia, privata appunto.»
— George Clooney

oggi l'unica soluzione per un tot di colleghi è lo sciacquone.

tutti a parlare della serata b vs. santoro: non capisco, e stasera a letto presto, che la vita è dura – altro che nani e ballerine.

fuck.

io e la palestra: da ossimoro a paradosso.

un terribile segrèto.

la seconda console in due mesi. ma ottanta euro di sconto sono un invito al delitto... (per i prossimi due anni mi trovate tra divano e palestra, sappiatelo)

dacci oggi il nostro sonno quotidiano e riporta noi al letto amato come noi riportiamo l'amato a letto.
(ho sonno, ci si sente domattina)

«Good morning world! It's so nice to be beautiful, beautiful!»

oggi sono un po' Margherita d'Azzardo.

fermatevi a moscova, linea verde. è un viaggio nello spazio-tempo.

per essere felici basta davvero pochissimo. e benché pochissimo duri quello stato, ciò che conta è averlo vissuto.

uomini con la barba lunga, avete rotto i coglioni: spesso siete più belli e meno puzzolenti senza, sappiatelo.

spero di trovare in giro recipienti con sufficiente capienza per il fiele che sto secernendo.

spero di avere uno stomaco con sufficiente capienza per le lacrime che sto ingoiando.

sono qui per lavorare, non per farmi amici.

potete anche inumarmi fino all'autunno; quando risorgo mi gioco Wind Waker rifatto in HD.

«I remember days, or at least I try. But as years go by they're a sort of haze.»

«Tendenzialmente sei noioso.» «È perché tendenzialmente riservo i fuochi d'artificio per persone e momenti straordinari.»

«Perché non credi nella reincarnazione?» «Perché troverei di pessimo gusto che mi si mettesse nelle condizioni di rifare tutti gli stessi errori.»

primo giorno in palestra, fallimento totale: nevica, dimentico le calze, non seguo la procedura di attivazione del voucher, mi si dice che devo aspettare un via libera telefonico che non ricevo, infine mi si nega l'ingresso – sempre nell'attesa del via libera. è proprio vero che chi più spende meno spende. ed è chiaro che l'universo mi vuole secco e informe.

sometimes i miss my coney island baby and our silent talking.

FEBBRAIO

gimme a break

«Too late now to forget your smile: the way we cling when we danced awhile… Too late now to forget and go on to someone new.»

perché poi magari anche a me potrebbe venir voglia di sparire ed entrare nella legione straniera, solo che anche loro col cazzo che mi vorrebbero.

«I’ve written you a song, a beautiful routine: I hope you like it.»

si parla solo di lui; malissimo, ma dappertutto. dai e dai, quello vince un'altra volta. una proposta: ignoriamolo. è esattamente ciò che non vuole.

«Ultimamente interagisci poco su Facebook.» «È perché ultimamente interagisco molto fuori da Facebook.»

com'è, come non è... ma le giornate di merda le riconosci subito, già prima che ne arrivi la puzza.

com'è, come non è... ma le belle giornate le riconosci subito, alla prima canzone che risuona nella testa.

dopo infiniti tira e molla, stasera primo giorno di palestra.
sì: le dimissioni del papa e la neve dopo settimane di pseudo primavera sono tutte colpa mia.

c'è poco da ridere. 700 persone senza lavoro: tutti i periodici rcs chiusi, tranne oggi, ok salute e amica.
il terremoto si propaga con troppa rapidità.

'mazza che fatica (e che tristezza).

kururimpa!

e il pomeriggio tristanzuolo appiccicato a facebook, fingendo di scrivere email di lavoro e con la chat disattivata per farsi notare poco anche online.

herr ratzi, di una cosa sola ti ringrazio: i riflettori si sono tutti spostati sul vaticano e nessuno parla di quello là.

a giudicare dalla mezz'ora di visione, un circo barnum di presenze incongrue: il paracadutista estremo e la giornalista bona tra canzoni dimenticabili, tecnologia sprecata, scenografia antitelevisiva e presentazioni mosce. solo per tradizione, ci rivediamo sabato, caro sanremo. nel frattempo prepara la donna baffuta.

«En ce moment, tu vois, je n'ai vraiment plus goût à rien.»

«Vous resterez au grand jamais le plus brûlant de tous mes secrets. Nous resterons au grand jamais loin l'un de l'autre et pourtant tellement près.»

a me manca wampun, il jeans sensibile. certo, coconuda è un buon sostituto.

e il pomeriggio a salvare il culo a Nathan ed Elena.

Nick: «I meant something like that.»
Jess is astounded. 

«I turn to my computer like a friend (I need deeper understanding).»

nella cucina di monsterchef con le due gemelle quagliarello

hai voglia a farti smaccatamente i cazzi tuoi in palestra: l'armadio barbuta luigi ci prova comunque.

«Pu-pu-pu-pure tu all’inferno?»

a me grillo fa più paura di berlusconi. perché ha retorica e superomismo mussoliniani. perché non distingue tra destra e sinistra. perché ha seguaci per la maggior parte in buona fede ma ottusi, quindi pericolosi. perché parla di distruzione e non di consolidamento. e perché il suo seguito è sottostimato.
lo vidi quindici anni fa a teatro, e all'uscita ero disgustato da qualunquismo, populismo, violenza cieca dei suoi discorsi – che evidentemente uno scaltro burattinaio ha poi saputo far fruttare.
nella nebbia del suo movimento quel che intravvedo è un progetto di stampo massonico che di democratico ha ben poco.

non avevo mai sperimentato la correlazione attività fisica/desiderio sessuale: siamo molto più complicati ma anche molto più semplici di quanto credevo.

cari amici, sto per entrare in silenzio stampa: non userò facebook e non leggerò nessun giornale fino a sabato o domenica, ovvero quando sarò riuscito a vedere la finale di masterchef. se ci tenete a me, non fate scherzi cretini con altri strumenti perché sono già uso alla rottura di amicizie per cause futili. un abbraccio a tutti e, tangenzialmente, buon voto domenicale.

archiviato il mio programma preferito, il prossimo appuntamento televisivo è l'eurofestival a maggio. intanto sopravvivo tra lavoro noioso, nuovi videogiochi, palestra, i tre amici più presenti (ci siete, grazie), elezioni d'inverno, quattro libri a metà – da finire, l'attesa del caldo, quella di un nuovo amore.

bagnare la matita copiativa mi ricorda le big babol con il grasso di topo: la disinformazione da terza elementare al potere (e il popolo fa massa acritica, come 94 anni fa).

joe che si fa accompagnare alla soirée da sally fields, con lui in lincoln. adorabile: un coming out che fa impallidire jody.

«Italia, Italia: sei piena di oleandri e di perché (la valigia sul letto è quella di un lungo viaggio – e tu senza dirmi niente hai trovato il coraggio).»

– E nessun sogno è mai soltanto sogno. 
– L'importante è che ora siamo svegli e spero tanto che lo resteremo a lungo. 
– Per sempre. 
– Per sempre... Non usiamo quella parola, mi spaventa. Ma io ti voglio molto bene e sai: c'è una cosa molto importante che noi dobbiamo fare il prima possibile. 
– Cosa?
– Scopare.

bagel da asporto: € 9,50. coglione io.

c'è tanto, tanto bisogno di Pedro.

MARZO

rai storia e la struggente nostalgia per l'italia di quarant'anni fa: complessa, curiosa, impegnata, affamata – di cultura, dibattito, passioni.

gli andre kun sono davvero gli animali meno sociali che ci siano.

che domenica bestiale, la domenica senza

«I tell you that I'll always want you near – you say that things change, my dear.»

preferisco le mie zampe di gallina alle creste di gallo.

preferisco i miei fili d'argento ai denti d'oro.

«SilenSio in sala.»

«Scarecrows dressed in the latest styles with frozen smiles to chase love away. Human kindness is overflowing – and I think it's going to rain today.»

risveglio dopo quattro ore di sonno: maltornato. se miss valeriana a dosi cavalline non funziona, rimane la classica botta in testa. si aprono i casting per l'addetto all'operazione; non accalcatevi ai cancelli, per favore.

oggi alla fermata di loreto c'è odore di tintoria.

per me la notizia più interessante di oggi è bonnie tyler all'eurofestival.

nessuna risposta. se è un pacco, almeno mangio bene.

«Mind the gap, please.»

mon amour tokyo.

primi timidi risultati dopo un mese di palestra e di revitalift. ma che fatica inseguire l'idea che si ha di sé quando non ci si guarda allo specchio.

ed è subito kindle.

fumate, fumate... con tutta questa pubblicità occulta, stasera mi compro un pacchetto di sigarette, dopo tre mesi.

molesti personaggi con i quali sono obbligato a interagire ogni giorno: immagino che basterebbero un paio di libri letti, visioni e ascolti nuovi, un po' di storia, due parole in una lingua straniera e qualcuna in più nella vostra – una cultura base, insomma – per non considerarvi folcloristici e sfigati prima, irritanti e insopportabili poi.

cosa rispondere a un savianino qualunque che ti scrive «ma in realtà non ho mai appreso questa vostra arte, questa vostra leggerezza contemporary e cool»? l'istinto mi dice "vaffanculo", il cuore "non hai capito un cazzo", il cazzo "merito di meglio".

chissà poi perché in tanti pensano che tutte le mie risposte siano ironiche.

«Come to me my melancholy baby, cuddle up and don't be blue. All your fears are foolish fancy, maybe: you know, dear, that I'm in love with you.»

«I know there's something much more, something even non-believers can believe in: I believe in love, Andre. Without true love we just exist, Andre. Until you find the love you've missed you're nothing, Andre. When you walk, let your heart lead the way and you'll find love any day, Andre.»

«Love me or leave me (or let me be lonely).»

bionda, giovane, arrivista e senza scrupoli; pretende di darmi ordini, pur non avendone alcun diritto, e se mi ribello mi fa passare per rompipalle, con il placet del mio capo, soggiogato dalla sua influenza: ecco l'italiana media, quella che vota i potenti sperando di avere qualcosa in cambio, che ci va a letto, ottenendo qualcosa in cambio, che fa false promesse, ottenendone altrettante, e che mi ritrovo tra i coglioni tutti i giorni mentre cerco di fare del mio meglio per la mia azienda e per la mia autostima. spero, alla fine, di sopravvivere, perché nella lotta con le piovre giganti si è sempre svantaggiati.

gli italiani di merda sono anche quelli che passano dopo due minuti di titoli di coda e ti obbligano a restituire gli occhiali 3d mentre canta mariah (ma la scenata che ho fatto in cassa non se la dimenticano di certo).

what are you doing the 1st of june?

palestra alle 8: l'idea bizzarra del secondo giorno di primavera.

«Let's start at the very beginning, a very good place to start.»

triste, stanco, demotivato. sarà tutto il giorno davanti alla tv, sarà l'ufficio deprimente, sarà l'eccesso di ricordi, sarà la solitudine, sarà perché ti amo, sarà, sarà quel che sarà, e come tanto tempo fa ripeto: chi lo sa? domani è un altro giorno, si vedrà.

dopo quaranta ore in casa, un'altra follia primaverile: palestra di domenica e supermercato al lunedì. come scardino la routine io non lo fa nessuno.

i vanzina, gli anni ottanta, le finte bionde. venticinque anni dopo, l'orrore può diventare meraviglia.

"gli amanti passeggeri" è un film sottovalutato di un regista maturo ma incupito dal mondo che lo circonda. 
dopo aver girato il film definitivo sulle donne ("tutto su mia madre"), quello definitivo sugli uomini ("parla con lei") e quello definitivo sul senso dell'essere regista ("gli abbracci spezzati"), intervallati da "la mala educación" (scatole cinesi sul tema del doppio) e "volver" (omaggio al neorealismo) e seguiti da "la pelle che abito" (che analizza vari aspetti della violenza); dopo aver girato insomma una serie di capolavori imperfetti che ne fanno il mio regista vivente preferito, almodóvar traveste il suo film più politico come una commedia che richiama, annacquandole, quelle che girò agli esordi. tra situazioni scontate, battute grevi, personaggi tagliati con l'accetta, è una storia all'apparenza vanziniana, ma solo per chi non ne sa cogliere la seconda lettura: quella, appunto, che descrive/analizza/condanna la situazione politica, la società, i caratteri dis-umani della spagna (e putroppo anche dell'italia) di questi anni. entrambe penisole ("peninsula" è il nome della compagnia aerea nel film) in un volo senza meta e dall'esito potenzialmente fatale.
il pubblico del cinema reagisce e partecipa. magari a sproposito, ma è già tanto, per chi è stato cresciuto a drive in televisivi.
malvenuti nel 2013.

egocentrico timi, non mi vedrai più - ah, già: dichiari una mezza cecità, dunque non mi ha mai visto.

saranno fatte per ridere, ma con le mie sitcom verso lacrime che non scendono neppure ripensando ad amori perduti.

soprattutto in palestra ti rendi conto che la natura dà tanto o poco – ma assolutamente a caso.

che peso, la spesa. con questi anfibi, poi...

APRILE

batik, freud, complesso d'inferiorità, astrazione.

«D'altronde...» «D'altronde che?» «Eh, niente: d'altronde e basta.» (oggi nella mia testa va così)

la giustizia dovrebbe essere silenziosa e invisibile. come l'amore.

un lungo ritorno a casa. bellissimo, coinvolgente, commovente.

adesso la bignardi s'innamora anche del fidanzato di timi.

«My, it's a long way to be happy now and I wonder if I'm gonna make it: nothing I do seems like any fun to me.»

certo che in alta definizione le rughe della settantenne carrà sono coraggiose e belle.

e alla fine ammetti con amarezza che non eri alla sua altezza; è finita perché non lo meritavi.

«You said I began this messy state of love affairs, that I drink too much and smoke too fast, that this city's cleared my innocence.»

voglio un chris powell che mi risistemi la vita.

io non mi diverto.

«Something gets lost when you translate, it's hard to keep straight: perspective is everything. And I know now which is which and what angle I oughta look at it from. I suppose I should be happy to be misread; better be that than some of the other things I have become.»

mentre la milano bevuta gode del suo saloncino, io sono pronto al faccia a "faccia" bignardi/d'urso

desideri irrealizzabili: scambiare sabato e venerdì per dormire dodici ore questa notte.

testarda, io.

«Le vocazioni mancate stingono su tutta l'esistenza.»

per una volta, la più ammirata della serata.

«Delle ossessioni bisogna toccare il fondo… e poi risalire a piedi.»

«Tanto è sempre carnevale per chi non ha le spine dentro al cuore.»

avvelenato, come il personaggio di un romanzo giallo; da un yogurt tossico o da un collega invidioso, non so. ma il pomeriggio lo trascorro a downton abbey.

Barbra, Seth, a Guilt Trip: she's like my mother, I'm like him. And I don't remember the last time I laughed that much.

sue ellen. o lindsay lohan, per i più giovani.

save me.

at least, after all these hours watching them, I could be hired as a butler – or a valet, I hope.

worst w/e ever.

avrei cose da dire, ma probabilmente sono inutili. mi prendo una pausa fino alla liberazione, arrivederci.

una liberazione.

sarà il caso di fare qualcosa, tipo: appendere i quadri in camera da letto, fissare gli appendiabiti alla parete, organizzare la serata, fare la doccia, essere soddisfatto per quel che c'è.

aprile, dolce dormire.
se non hai i miei vicini, che martellano per ore dalle nove e un quarto di un giorno festivo.

il bidone della domenica (evidentemente c'è chi ha di meglio da fare e ha molta fantasia nell'inventare scuse).

l'ultimo di eugenides, la serie di chandler, i fantasmi di luigi, le tombe di lara: tutto, contemporaneamente.

aaa cercasi volenteroso appassionato automunito compagno di avventura presso negozio IKEA venerdì sera o nel weekend per acquisto delle ultime suppellettili per la casa. offro in cambio cena con polpette al ristorante del negozio o rimborso benzina o prestazioni sessuali o una pacca sulla spalla, a scelta. proporsi perditempo.

«Metti una sera, come ogni sera.»

MAGGIO

welcome back to your real dreadful life.

un pensiero affettuoso a chi t'irride perché dichiari amore per i videogiochi e trascorre ore della giornata con candy crush, ruzzle e il solitario del pc.

un pensiero affettuoso a quanti pensano che un'azione a fin di bene produca necessariamente del bene.

un pensiero affettuoso a chi non ha mai pensieri affettuosi. e a chi ne ha troppi.

e poi, tra l'altro, non mi dispiacerebbe affatto riuscire ad addormentarmi. cazzo.

un pensiero affettuoso a chi crede che siano solo i migliori ad andarsene.

e infine un pensiero affettuoso anche a me, che con palestra mattutina forzata e ambiziosi obiettivi di lettura m'illudo di dare un senso al compiersi dei quarant'anni.

« And I said: oh-chucka, oh-chucka, oh-chucka, oh-chucka.»

letture e visioni ti portano interrogativi che non puoi sciogliere se non hai esperienza nell'ambito in cui vengono posti.
e dunque mi chiedo (posto che mi fa orrore e mestizia il tradimento e la soluzione per me sarebbe quella di lasciarsi quando si scopre di non desiderarsi): per una coppia di lunga data che non si basta più sessualmente, meglio accordarsi e trovare un terzo, accordarsi e lasciarsi libertà altrove o trovare libertà altrove nascondendoselo? insomma: onestà e condivisione, onestà e individualismo o disonestà e individualismo? (che poi, posta così, ha rimandi politico-sociali che fanno un po' timore. se qualcuno risponde, dirò come la penso nei commenti.)

la prima litigata a voce altissima in meno di un'ora dall'ingresso in ufficio con la solita bionda. record.
per il futuro: non si osi mai più insinuare che faccio le cose a caso (edulcorato per "cazzo"). proprio io, poi: il noto mr precisini.

soirée con timi, il fiorello di ponte san giovanni (cit.) ed einaudi, il clayderman di torino.

e la seduta di psicoterapia con l'analfabeta.

«The perfect day: laugh, think, cry.»

esselunga di viale piave, a noi due.

dovrò ben fare qualcosa per questa storia della commozione facile; il fatto è che gli occhi lucidi mi fanno sentire meglio.

forse vorrei che esistesse un tasto "mi piace" non solo per i post, ma anche per dirlo a una persona: mi piaci tu. d'impulso e diretto, come dovrebbe essere l'amore.

quanto amo le regole. specialmente quelle dell'eurovision song contest.

pronto alla paura e al delirio da fnac.

lo so: nessuno lo sta guardando. noi sì.

venti minuti sotto la pioggia; che meraviglia la sostitutiva del metrò.

«Whoever you are, I have always depended on the kindness of strangers.»
Cretina.

lattina di moretti e patatine del carrefour: sazio, ubriaco, rilassato, assonnato.

strano, avere d'improvviso il numero di telefono del proprio padre e non sapere esattamente cosa farsene.

nella meccanicità degli appuntamenti al buio si legge il fallimento dell'amore romantico.

«Turn up the signal – wipe out the noise.»

i buoni propositi mi fanno un po' ridere, un po' tenerezza e un po' tristezza. come i buoni sentimenti e i buoni tout court.

al cinema con le pluriindagate gemelle quagliarello

«Credo che tu sia un bastian contrario.» «Penso che dovresti imparare a usare espressioni contemporanee. Comunque sì, sono un rompicoglioni.»

GIUGNO

«This time we almost made it to the moon, didn't we?»

«Till I'm home again and feeling right.»

«Vivere più a sud per seguire il mio destino: la prossima tappa del mio cammino – in me. Per trovare la mia stella… e i cieli e i mari, prima, dov'ero.»

uno dei prossimi giorni andiamo a ballare. magari solo io e te.

frequentare persone molto intelligenti è stimolante ma faticoso, perché si annoiano con grande facilità. più facile frequentare gli stupidi; il problema è che ci si annoia con grande facilità.

«He's a jackal and a Romeo, you know: the devil in disguise.»

«Will you be good for me or be bad? I must know, I must know: the very thought is driving me mad.»

not ready for june.
— fuck, it's already here.

«Stavo mangiando dei volovanini: uno due tre quattro cinque… perché io sono golosa, meccanica, intemperante.»

«Siccome in estetica non esiste la pubblicità negativa, voglio spendere una parola in favore del romanzo di Walter Siti di cui ho letto con raccapriccio le prime venti pagine: non che gli altri siano capolavori, ma questo è proprio mancato, diciamo pure non scritto, illeggibile anche come sceneggiatura. Io non l'avrei pubblicato nemmeno dietro falso nome. Merita davvero di vincere, così metteremo una croce anche sullo Strega e amen.»
busi è il classico caso di meteora (il primo romanzo è folgorante, gli altri che ho affrontato, un bel castello di carte) rimasta in luce solo grazie al suo personaggio pacchiano, non alla sua opera. e con questo attacco sembra il lupo nella favola di esopo, co-protagonista l'agnello. ma forse sono risentito perché la lettura di "troppi paradisi", "il contagio" e quest'ultimo "resistere non serve a niente" è stata una delle esperienze più appaganti e intense della mia vita di lettore.

not ready for the weekend.
— jeez, it's almost here.

come reprimere una perversa voglia di crocchette di pollo macdonaldiche (un gusto che ignoro da quindici anni)? con un gelato mandorla e pistacchio.

not ready for love.
— damn, i've never been.

«Cambierei molte cose: un po' di leggerezza e di stupidità.»

not ready for sex.
— well, not an option anyway.

ecco, non so se la commozione per il nuovo sistema operativo del telefono sia esagerata; però capperi.

se fossi più simpatico sarei meno antipatico.

«Toi aussi, tu détestes la vie.»

ci son problemi più gravi; sempre.

e poi c'è sempre la soluzione antidepressiva: una sigaretta alla finestra e peter gabriel a tutto volume, anche se è tardi.

«Can all the words in all the books help me to face what lies ahead?»

la turchia è dietro l'angolo. in tutti i sensi.

ad alcune persone il nulla lo vedi già negli occhi.
ma ne hai la conferma quando vai sulla loro pagina di facebook.

come ogni anno, le cose che che m'indispongono sono la socialità coatta, l'incongruo prezzo del biglietto, l'eccessiva durata. e l'intemperanza, l'ingordigia, l'ipocrisia.

sarebbe bene che qualcuno mi sequestrasse le carte di credito.

non so se sia l'effetto "erba del vicino" o piuttosto la sindrome di stendhal, ma paolo sarpi oggi mi è sembrata vivace e piacevole.

«What do you get when you fall in love? You only get lies and pain and sorrow, so for at least until tomorrow I'll never fall in love again.»

pronto a incenerire la prossima persona che, più o meno velatamente, dice che sono invecchiato.

talvolta quando finisco un romanzo soffro come se finisse un amore.

ogni tanto mi chiedo che padre sarei. se saprei capire e accettare il carattere dei miei figli, come spiegherei loro il modo per distinguere e decidere giusto e sbagliato, come convincerli a seguire il loro istinto ma superarlo con la volontà, come renderli persone sagge e forti e generose e coraggiose.
ogni tanto mi chiedo che padre sarei. "il migliore del mondo", mi rispondo. come tutti.

ogni promessa è debito.
di sonno.
(maledetta primavera. ehm, estate. insomma: cambio di stagione.)

ammiro chi ha uno stile non convenzionale e personale: chi segue o anticipa le mode è tendenzialmente ridicolo.

LUGLIO

più è stato breve il tempo insieme, più indelebili rimangono i ricordi.

tutto cambia, tutto si evolve.
e poi scopri che la serata che pareva dovesse morire tre anni fa ricomincia a settembre, incomprensibilmente.

«Everything depends on execution.»

la bellezza sarà anche negli occhi di chi guarda, ma lo è soprattutto in chi è bello, direi.

belle, le belle notizie. e il ritorno a casa.

l'italia, quella delle ferrovie e della rai, ha scoperto il futura con ottant'anni di ritardo.

uscito sul soffocante pianerottolo per fumare una sigaretta, il mio pensiero è andato a willis haviland carrier, il papà dell'aria condizionata. willis, grazie. riposa in pace.

la seconda o terza domanda che vorrei fare quando conosco qualcuno: «chi è il tuo scheletro nell'armadio?»

evidentemente il papa cattolico a lampedusa, la stangata benzina, draghi al parlamento europeo, la loren a napoli, l'aereo caduto l'altro ieri, la disabile senza ascensore, l'assemblea del pd, l'ennesima polemica sulle staminali sono più importanti per il corriere online del colpo di stato sanguinoso in un paese al di là del mare – al quale repubblica online dedica il primo titolo.
se v'informate soprattutto su internet, tenetene conto.

www.andreabonelli.coma

«Non servono tranquillanti o terapie, ci vuole un'altra vita.»

troppo facile all'ossessione.

troppo difficile alla possessione.

sai quel desiderio di maledirli tutti perché facciano una rapida scomparsa dalle tue giornate e la smettano di rovinarti umore, salute, sonno? ecco.
buona fine settimana, intanto.

«It's time to let it ride 'cause time won't wait: if luck is on our side it's not too late.»

«But can you save me? Come on and save me.»

«But how strange the change from major to minor, everytime we say goodbye.»

a dieci giorni dall'ultimo post, le sole cose che mi vengono in mente per commentare questi tempi sono “la merda”, “'fanculo” e “col cazzo”. soprattutto “col cazzo”, in ogni senso.

pink is the new pink.

«These nothing scenes are still experience, you even weep for what did not take place: events that don't occur are still events, some people vanish with a trace.»

causa improvvise buone notizie, risintonizzarsi sugli anni '90. richiedesi abbigliamento da operaio.

il travestimento da etero sfigato è riuscito: nike da corsa, calzino in spugna grigio, 501 sdruciti, t-shirt con stella slavata. temo mi freghino gli occhiali, ma a un occhio non allenato possono sembrare ray-ban, e quindi buon concerto. spero solo di non essere coinvolto in una rissa.

di ritorno dal karaoke con il cubo più egocentrico del mondo. con un sorrisetto cretino, che poi è quel che si spera sempre a fine serata.

AGOSTO

and my usual baggage drama.

«In every job there must be done there is an element of fun.»
(attraversare la germania in automobile è una gran noia, ma s'ha da fare)

da che pulpito!

innamorato di bergen – nove anni in ritardo.

malinconico causa natura norvegese (è sempre bene trovare nuove ragioni).

è incredibile come in viaggio, prima o poi, con la contessa o con la mondina, si finisca sempre a parlare di merda.

i ponti di nordmøre county

i norvegesi: pochi ma boni.

an afternoon at the opera.

«Have a nice flight back home.»

perfect soundtrack for norway – with jo, annabel, drew, ulla, alvar, thea, simone, laurel, clay and the stranger.

oslo: i miei vent'anni.

il treno dei desideri nei miei pensieri a copenhagen va.

surfin' münich.

e l'inatteso piacevole bentornato.

grufoli su fb e nel giro di tre minuti le lacrime di commozione si mescolano a quelle di una lunga risata. è bello avere amicizie così differenti.

siamo troppo diversi: è un bene che sia finita.
siamo tanto simili: è un peccato che sia finita.

«Pull up the blinds, open the door wide: feel the cold arrive in my bones.»

gestire gli annunci personali è un lavoro. mi chiedo voialtri come facciate: database per la gestione dei profili? fosforo e selenio per ricordare nomi e cose scritte? macchina del tempo per riuscire a fare anche altro?

«If there is no dream, where is our home? We don't know how, there will be a way out of the storm we will find home.»

il modo migliore per ricominciare è avere nel sangue due vodka tonic. buon anno!

impegnato nell'operazione "minimo sforzo, chi-se-ne resa".

il sonno nella magione non te lo giostri.

dopo una settimana di doppia vita in chat, sono giunto alla conclusione che a milano ci sono trenta uomini ideali.
ma:
tre sono ex che ancora rimpiangi (però non si deve tornare indietro);
sette non sono affatto interessati a te perché non hai i muscoli;
quattro non sono minimamente interessati a te perché sei troppo vecchio;
uno non è decisamente interessato a te perché sei troppo giovane;
tre sbagliano a farsi le foto e non li scegli;
sei cercano solo una mezz'ora di sesso e li elimini;
due non apprezzano il tuo umorismo e scompaiono;
tre incontrano uno dei loro trenta uomini ideali il giorno in cui conoscono te e spariscono;
uno non usa le chat (non lo conoscerai mai).

SETTEMBRE

«Lascio che sian le coincidenze a darmi il senso.»
(io, ossessionato da paola&chiara, con il mio tipico gusto per le cose scomparse e il loro gradimento tardivo.)

welcome Mànlio Demoneri Finzi 

«Parrebbe che meno sesso fai, meno hai voglia di farne. Che ne pensi?» «Non saprei: in fondo sono in castità da soli sette mesi.»

«I'll go my way by myself, love is only a dance… I'll face the unknown, I'll build a world of my own: no one knows better than I myself, I'm by myself – alone.»

lorènza dalai, la nuova sminkiòl.

hollywood in my kitchen.

il modo peggiore per iniziare la settimana è dimenticare il kindle sul comodino.

ora che non ho più la scusa della distanza, prima o poi un salto al glitter dovrò ben farlo.

hai la conferma di essere bravo quando un editore concorrente ti clona una grafica di collana.

a volte vorrei essere in un cucinino e assistere a una conversazione tra gujia soncini, micòl angelèri ghèrzi e lorènza dalai baldini castoldi editori. tra un gambo di sedano e qualche seme di sesamo, dopo aver preso un po' di appunti per riderne nei mesi successivi con luka, lascerei silenziosamente il mio posto, e prima di chiudermi dietro le spalle la porta, aprirei il rubinetto del gas.

«I only live in this city 'cause this city can't live without me.»

ed è subito christlich demokratische union. annamo bene.

rassegnati, gelmini: ad anna il sindaco piace.

«Se ti tingessi i capelli sembreresti giovanissimo.» «Sembrerei Paolo Limiti, giovanissimo.»

chi mme piglia pe' frangesa, chi mme piglia pe' spagnola: 'sto paese è 'na gran sòla, vende a ggente pe' campà.

«Vivere non è difficile, potendo poi rinascere. Cambierei molte cose: un po' di leggerezza e di stupidità.»

dopo mesi di pantaloni slim e skinny, i 501 mi sembrano a zampa.

«Comunque non capisco come è possibile che tu sia single.» «Io purtroppo lo capisco benissimo.»

e dunque dove c'è barilla (e mulino bianco, pavesi, voiello, wasa) c'è oscurantismo. e boicottaggio – non fosse che i prodotti fanno talmente cacare da non essere da decenni nella mia dispensa.

sì, ma quale sarà il caso che smuoverà gli animi domani?

«Comunque tu sei troppo difficile.» «Solo se consideri che tutto sia troppo facile.»

OTTOBRE

il paradosso del giovedì: agire con impegno per non fare un cazzo.

non sono una persona invidiosa. però c'è un limite. anche un paio.

never say «cat».

ed è il mio vaticinio: l'incontro da me causato e l'attrazione e la promiscuità e la prossimità e la scomparsa di entrambi dai miei orizzonti. perché questo è ciò che avverrà.
fanno duecento per la consulenza, andre.

ed è subito cena delle tre-mende.

«Wenn Körper fluten, Ganz egal wohin, Ich mittendrin und… KON-TAKT!»

voglio un mondo migliore: ridatemi tatjana, linda, claudia, cindy, christy.

raoul: tra occultamento sessuale e fiscale, il prix mensonge 2013 è tutto tuo.

cruciani e parenzo sguazzano nella tradizionale cornice di rete4, di ricci, delle iene e di tutto quel vomitevole qualunquismo televisivo che ha contribuito a rendere gli italiani telespettatori dei miserabili coglioni.

e certo, caro grillo: mica vorrai rischiare di perdere i voti dei tuoi core voters leghisti...

i partiti migliori sono i primi ad andarsene.

le reti sociali spingono a esprimersi con slogan, cosa che trovo sempre sgradevole, presuntuosa e volgare.
meno slogan per tutti!

che gran rompicoglioni, quelli che non la pensano come te.

letture pertinenti (i miei primi quarant’anni).

modalità videoga(y)mer attivata. si torna off domani sera.

in modalità off.

osiamo cambiare.

il mio ricordo è quello della più strana delle mie strane storie d'amore: i suoi occhi lucidi di lacrime lontananza e amore, il nostro silenzio e la stessa canzone per ore nelle cuffie «...and the glory of love just might come through».

se penso alla cosa più antiecologica che si possa trovare in una cucina, mi immagino clooney che offre il caffè.

«Ma come festeggerai il compiersi dei quarant'anni?» «Dormendoci su.»

NOVEMBRE

«Come hai fatto a dormire sedici ore?» «Sono stato molto sdraiato.»

«Non che me ne freghi molto, eh... Ma devo anch'io diventare assolutamente Star del Web!»

[star del web 1]
mi chiedo se per avere 12.000 seguaci su facebook basti avere un nome esotico tipo marcelo burlon.

[star del web 2]
mi chiedo se per avere successo su youtube sia più efficace costruirsi un alter ego irritante come willwoosh o basti rimanere sfigati ed entusiasti come clio.

[star del web 3]
mi chiedo se per diventare reginetta del web (e non solo) basti usare il grimaldello gay, fare l'estroverso e le faccette, tipo marcello signore.

[star del web 4]
mi chiedo se per diventare mr twitter o mr internet debba sforzarmi di essere sempre brillante, ironico, senza peli sulla lingua – e quindi pieno di nemici – come selvaggia lucarelli.

[star del web 5]
mi chiedo se per attrarre simpatie possa funzionare il racconto seriale delle proprie piccole sfighe e idiozie, tipo rimanere senza acqua calda per quattro giorni e poi scoprire dal tecnico imbarazzato che per far ripartire la caldaia bastava premere un pulsante nascosto.

[star del web 6]
mi chiedo se per fidelizzare il pubblico potrò riciclare alcuni dei miei tormentoni (o format, se preferite) – come «Tipico Bonelli™» o «Domanda. Risposta.» o «Se fossi...».

immagino che il modo migliore di vestirti quando hai un appuntamento con grace coddington sia jeans e maglietta.

(500) Days of Summer + When Harry Met Sally. My lovely Saturday afternoon.

«Excuse me if I may turn your attention my way: one moment I won't plead – it isn't much, it's what I need.»

[star del web 7]
mi chiedo se per creare scandalo e usarlo come pubblicità sia il caso di pubblicare screenshot di chat, foto o video spinti di personaggi più o meno conosciuti.

[star del web 8]
mi chiedo se per «fare personaggio» e sembrare più giovane sia il caso di progettare una nuova immagine, partendo da un trapianto di capelli, per proseguire con iniezioni di filler/botulino e un guardaroba tutto nuovo che segua le più eccentriche tendenze.

«And I can't see the future but I know it's got big plans for me (Oh, what does it see?). All of my old friends aren't so friendly; all of my old haunts are now all haunting me.»

fornasetti, l'ikea dei ricchi.

non capisco che cazzo ci sia da essere felici, ma neanche che cazzo ci sia da essere infelici.

«If you need a friend I'm the one to fly to. If you need to be loved, here I am: read my mind.»

rinnovato il contratto per sei anni. segrate, arriviamo.

non chiedermi perché sono sempre più misantropo.

la verità è che non gli piaci abbastanza.
la verità è che non ti piace abbastanza.
la verità è che non ti piaci abbastanza.

che noia quelli che nikola tesla era un genio e non si ricordano più di gigi sabani.

che noia quelli che osama bin laden era il male assoluto e non si ricordano più di alberto castagna.

è facile diventare belli, facendosi crescere la barba.

ed è friends, prima serie. sedici anni dopo.

come dice il mio amico, non so mettere i punti.

duemilatrecentocinque minuti di cortometraggi disney. se uscirò meno del solito, sapete perché.

«[Ci vuole] Più arte, storia, poesia, letteratura. Si guardi intorno: nell'era dei social media i giovani hanno perso la capacità di interagire ed esprimersi. Lady Gaga è l'eroina di una generazione di zombie, privi di espressioni facciali, che non sanno più usare le mani e il corpo per comunicare.» 
– Camille Paglia

«When I am a man I will be an astronaut and find Peter Pan.»

quando muore la strega cattiva scopri che all'iniziale sollievo si sostituisce presto l'ansia per tutto ciò che avverrà dopo di lei.

aspetto il tram sotto la casa in cui ho abitato per sei anni e non posso fare a meno di pensare: «quanto mi fa cagare via bramante».

«Le belle giornate le riconosci subito, alla prima canzone che risuona nella testa.» «Ma le belle giornate che profumo hanno?» «Quello di chi ami, se c'è. O di chi amerai, se non c'è.» «E se ti innamori di uno stronzo?» «Il segreto è andare a fondo mentre lui galleggia. Torni a galla solo quando ti manca il respiro.»
(talvolta mi rileggo e trovo queste cose qui.)

«La bella addormentata nel bosco sta lì e aspetta il bacio, da zoccoletta, perché finché non la bacia quello giusto lei finge di dormire. È il modo perfetto per aspettare il bacio giusto: far finta e aspettare. Ci ho provato anch'io: ho fatto finta di dormire, ho aspettato, ma nessuno è venuto a darmi il bacio – e allora ho dovuto svegliarmi lo stesso.»
– Ornella Vanoni

DICEMBRE

ascoltare le canzoni in cuffia fa scoprire oscure linee melodiche, tipo l'ipnotico torototo-to-tò del basso sintetico in stay with me degli eighth wonder (e dopo 28 anni mi accorgo che patsy kensit ha davvero una vocetta terribile).

nell'autunno dei quarant'anni mi ritrovo a dar l'addio ai capelli. peccato: mi stavano bene.

«Ma se non combini mai niente, perché perdi tempo sui siti di incontri?» «Perché un eventuale rifiuto è meno frustrante. E mi diverto di più che al bingo o al burraco della domenica pomeriggio.»

«No, davvero: come fai a divertirti?» «Spesso mi basta guardare le foto. A volte, anche quel che c'è scritto. Ma in effetti c'è un lato negativo. È che mi comporto un po' come quando faccio shopping online: metto i prodotti nel carrello e aspetto che sia il momento giusto per farli miei. Solo che spesso finiscono per non essere più disponibili.»

«Living alone: I think of all the friends I've known, but when I dial the telephone nobody's home.»

mentirei se dicessi che sono sereno, e mentirei se dicessi che questa non è una richiesta di affetto.

«Mi sembri assente.» «È per equilibrare l'altrui eccesso di presenza.»

in questo secolo lo squadrismo è arrivato con un po' di anticipo.

malgrado tutto sto bene: come dopo uno spritz e tre negroni sbagliati.

e comunque più sei ubriaco più te ne fai una ragione.

dio abbia in gloria l'inventore del salmone.

ha senso seguire le mode solo quando non sono più di moda.

non ho mai creduto in dio, figurati nel rock.

il trucco per diventare popolari che dovrebbero usare quegli artisti con successo di nicchia è fare canzoni meno belle.

quest'anno pare che lo spirito del natale consista esclusivamente nell'elargire inutili auguri standard a chiunque incontri.

don jon è uno dei film più educativi che mi sia occorso di vedere.

«Chissà com'è la tua vita oggi e chissà perché avrò abdicato.»

il regalo di mia madre è stato anticipato a oggi: una kenzia alta due metri e larga uno e mezzo. in soggiorno, o io o lei. 
ho una genitrice completamente pazza; ne temo i geni.

incubo angosciante (non ne faccio mai, di brutti sogni) e mi sveglio con un senso di assenza e ingiustizia. cinque ore di sonno, sono già stanco. mi alzo: la kenzia mi guarda beffarda, ormai nuova proprietaria del salotto. tra poche ore il natale da me, per la prima e spero ultima volta (ancora un'idea di mia madre, per risolvere, a suo dire, alcuni problemi pratici). premono nella testa e sul torace una vaga ansia e una sensazione di sconfitta. e la boccetta di benzodiazepine è scaduta da due anni. in breve, si preannuncia una giornata indimenticabile, purtroppo.

una delle cose più spiacevoli di oggi è stata scoprire di non essere fantasioso come credevo: è stato un natale decisamente peggiore di quel che avevo immaginato.

alla seconda notte di sonno insufficiente, incubi con tema furto e parenti, la schiena d'improvviso misteriosamente bloccata e dolorante, direi che sono arrivato alla fase post trauma, quella nella quale corpo e mente si scatenano per reagire allo stress subito. quindi, a ben vedere, questo significa che è tutto finito, e soprattutto che i prossimi giorni sono davvero tutti per me.
(sorrisone, applausi, musichetta allegra, titoli di coda.)

«So what now?» «I guess we just keep dancing.»

«I wonder when I'll be waking: it's just that there's so much to do – and I'm tired of sleeping.»

la nostra distanza, come petali fluttuanti a cinque centimetri al secondo.

buon proposito per il nuovo anno: smetterla di essere gentile con tutti nella speranza di risultare simpatico, tanto non serve a niente.

il meglio dell'anno, secondo me.
film commedia: don jon di joseph gordon-levitt
film drammatico: la grande bellezza di paolo sorrentino
romanzo: nw di zadie smith
videogioco: animal crossing new leaf
album: tales of us di goldfrapp
canzone: dannati forever di elio e le storie tese
concerto: back to front di peter gabriel
video: no selfie control di cazwell

il mio anno.
la marina di oslo.
"didn't we" a londra.
gli anelli di stagnola.
il primo libro sul kindle.
chi ho ritrovato.
il ritorno nel villaggio degli animali.
la caduta della dittatrice.
la corazzata e l'ultima sigaretta.
i nove mesi.
i pomeriggi a crema.
haruki la lama la trama.
il decennio e la consapevolezza.

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