Anche se ce n’è sempre una copia in ufficio, non leggo mai quella rivista di gossip politico che ha tra i suoi collaboratori Baget Bozzo, Ferrara, Guzzanti, Socci, Vespa. Qualche giorno fa ho derogato a questa regola, una delle decine che m’impongo in maniera più o meno cosciente, perché ho visto il richiamo in copertina di una delle rarissime interviste a Bernardo Caprotti, il signor Esselunga.
Dovete sapere che una delle cose di cui mi vergogno è la mia assoluta fedeltà nei confronti della creatura di quest’uomo, notoriamente allergico al concetto “diritti del lavoratore” e munifico finanziatore di Forza Italia. È più forte di me: una volta alla settimana torno a casa con due sacchetti gialli, soddisfatto di aver trovato tutto quel che mi sfama, pagandolo meno che in altri supermercati, e persino di aver barattato le preziose informazioni sui miei consumi in cambio di punti Fìdaty (nomen omen). Quanto è bella la lampada che mi regaleranno?
Ecco: lui è dispotico e finanzia Berlusconi, e io finanzio lui (il sillogismo lo chiudete voi, a me manca il coraggio). Comunque, Caprotti nell’intervista inveisce contro la Coop, raccontando fatti di favori politici e fiscali assai gravi, inquietanti e al limite della legalità. Certo, è la parola di uno squalo, amplificata da un giornale di destra, ma è l’ennesima mina che contribuisce a rendere ancor più pencolante l’immagine che ho della Sinistra italiana, sulla cui pulizia ho creduto con stolta cecità per anni.
Ma non è né di questo né della pubblicazione di un approfondimento sul caso Piero Gelmini (59 accusatori, interviste a ragazzi molestati; lo squallido ritratto della Chiesa cattolica – a proposito: aspetto con curiosità le polemiche che seguiranno la messa in onda domani sera di preti omosessuali a caccia di sesso ripresi con una telecamera nascosta).
C’è una mezza pagina nella sezione del giornale “Il nostro tempo” (il senso è evidentemente «Si stava meglio quando si stava peggio»; altri articoli raccontano l’uso massiccio di Viagra da parte dei ventenni e il raddoppio dei divorzi negli ultimi dieci anni) che s’intitola “Non fu solo un bacio quella sera al Colosseo”. Del caso scrissi qui in maniera provocatoria – il titolo giocava su un doppio senso, e la chiusa era affidata in maniera scontata a Pirandello: la verità cambia secondo il punto di vista. Non mi ha quindi stupito leggere che nel verbale dei carabinieri si denuncino i due perché sorpresi in un luogo pubblico nel mezzo di un pompino; mi ha colpito e indignato («Signora mia!») vedere proprio il verbale, stampato per intero, in un leggibilissimo formato 4x5 centimetri, e completo di nomi, cognomi, indirizzi e altri dati personali dei ragazzi.
Il messaggio mi pare chiaro: voi due, vergognatevi; voialtri, attenzione a quello che fate – è tornata l’esposizione pubblica con la gogna al collo.
«Until they become conscious they will never rebel, and until after they have rebelled they cannot become conscious.»
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2 commenti:
Inutile che vi ribelliate, i giorni del regime stanno per tornare, che siano rossi o neri... e la piattaforma merdosa di blogger coi suoi commenti che si caricano a sorpresa plurime volte, cancellando ciò che si stava scrivendo, sarà la prima ad essere oscurata dalla censura di stato...
...vedo che ha colto lo spirito "1984".
Ma com'è che solo lei ha problemi con 'sti commenti di Blogger?
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