«I feel like I’m not out of bed yet…»
Il lunedì inizia lento e faticoso, come da tradizione.
Ma al secondo incontro casuale, il ragazzo del metrò – con il suo sguardo curioso e impudico – si fa ricordare per tutto il giorno, e lo rende radioso.
Se la sorte ci farà trovare una terza volta, non potrò proprio fare altro che sorridergli con più convinzione e parlargli.
In effetti, per conoscere qualcuno, dobbiamo contare solo sulla fortuna e sulle nostre forze: l’appuntamento combinato ieri sera da un’amica (perspicacia e psicologia: zero) è stato del tutto improbabile. Mi vedete, fidanzato con un fotografo di moda quarantenne, camicia sbottonata fino all’ombelico e accessori fichetti, discorsi milanesi infarciti di anglicismi, fascino da discoteca a molte piste, per giunta a sua volta fidanzato e che infine si chiama come mio padre?
Ora vado in ufficio. Incrocio le dita perché l’orario, il treno, la carrozza siano quelli giusti…
«Gotta pick up a date, maybe seven or eight,
By your way, in just one day.»
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4 commenti:
se nella corsa verso il treno dovesse imbattersi in una bambina che gioca con la barbie sulle scale della metro, la calpesti [gwyneth insegna].
Grazie per il suggerimento; la morale, dunque, è "Prendi a ogni costo il primo treno che passa"? Mmmh... ci penserò su.
beh se lo lasci dire, la sua amica è una gredina!!! anche se legge queste righe... anzi, soprattutto se
Io ho incontrato gli stessi finocchi boni per tutto un anno in metro e ho poi anche rintracciato i loro profili nei vari siti di baccaglio ma a me portano alla mente solo il supplizio che fu il giardino segreto. Less romance I know e come direbbe una diva anni '40 "non voglio vederli maih miu
Oh no davvero: "mai miù"! ;)
(Riguardo alla mia amica... sottolineo solo quel che già ho scritto: perspicacia e psicologia, zero).
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