Chi finge di amare tutto del compagno per non rischiare di perderlo; chi simula affetto per ottenere un favore; chi sta con te e nasconde il passato; chi mente al ragazzo con cui esce riguardo all’impegno nel rapporto, e il ragazzo fa lo stesso; chi maschera il proprio odio con un sorriso smodato; chi s’inganna per non ammettere di essere diventato l’altrui ossessione; chi crede di riuscire a imbrogliare celando le azioni di cui si vergogna.
E io qui in mezzo – un po’ l’uno, per niente l’altro, attore e spettatore – a chiedermi perché sia così difficile essere sinceri, perché non si sia capaci di riconoscere che siamo fatti così: male – imperfetti, complicati – senza diventare disonesti, prima di tutto con noi stessi.
27 gennaio 2008
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6 commenti:
me la spiegherà
AGç
Beh, non posso spiattellarle i cazzi di tutti quelli che ho intorno... o no?
Chi sa, si riconosce (e non le dirò neppure in quali casi mi riconosco io ;)
chissa', si riconosce?
forse solo un sincero.
...che guardandosi allo specchio ha smesso di mentire a se stesso. E per questo si sente una persona diversa: migliore.
Senza un filo di disonestà un rapporto amoroso diventa amicizia.
Il senso di quanto scrive non mi è chiarissimo, ma la questione amore/amicizia potrebbe essere spunto per uno dei prossimi post di questa serie ("aggettivi di autoaccusa")...
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