13 gennaio 2008

ho scelto te

Dev’essere qualcosa che ho, o forse che non ho – o più probabilmente tutt’e due: qualcosa che ho e non ho.
Quest’indefinibile causa, come un peto pestilenziale, tiene lontani gli uomini che mi sembrano giusti per me, quelli che vorrei conoscere meglio perché m’incuriosiscono mi divertono mi stupiscono.
C’è quello che ho spiato per mesi (così mi sono scoperto psicopatico, o più precisamente: incline all’ossessione), l’altro per il quale sono un sicuro confidente (e non sa che l’immagino sotto la doccia mentre mi parla), l’altro ancora eternamente fidanzato (non con lo stesso ragazzo – mai con me)… e l’elenco potrebbe andare avanti, ma è meglio fermarsi, tanto non si va lontano: più un uomo mi piace, meno lo interesso. Punto.
E se questo inutile sfogo sembra quello di un sedicenne, beh, lo è. In tutto ciò che riguarda le relazioni e i sentimenti altaleno tra i sedici e i settant’anni, tra l’inadeguatezza e la disillusione. In mezzo, mai.
Per giunta, non ho speranza di acquietarmi, protetto come sono da una malcelata stupidità che mi conduce al notorio, assurdo, inguaribile ottimismo. Troppo pavido per essere un suicida, troppo idiota per il pessimismo.

4 commenti:

stefano ha detto...

Idem.

nd ha detto...

Com'è che si dice? «Mal comune...» ;)

stefano ha detto...

... E allora com'è che non godo :)?

nd ha detto...

No, godi. Solo, a metà...