Quando vivi solo e non hai ereditato la sindrome da orsetto lavatore (ne hai semmai le occhiaie, ma è un’altra storia), la tua casa può somigliare a un magazzino sporco.
Prima o poi arriva il momento nel quale ti rompi i coglioni: di vedere solo scatole che custodiscono la prova degli anni passati, di polvere che ti trasforma in un asmatico, di mobili inutilizzati ma scelti con cura che servono solo a dare il nome alle stanze – se c’è il lavello scollegato, cucina; le sedie e il tavolo carichi di bollette libri giacche cartacce, sala da pranzo; il divano polveroso che ospita pile di riviste, soggiorno; l’armadio ancora vuoto e gli abiti ammassati per terra, camera da letto.
Aspetti quindi la domenica, apri decine di scatole dal contenuto misterioso, come in un volgare telequiz, ed ecco improvvisamente riaffiorare matasse di ricordi che non sapevi più di avere. Degli oggetti non sai che fartene. Non giocherai con il Lego e non ammirerai più le gomme profumate, ma ti rendi conto che non puoi buttare nulla, che tutto deve rimanere con te, a ricordarti il periodo più sereno, quello delle novità e della scoperta, e a riempire il vuoto attuale.
Verso sera ti guardi intorno e tutto è ancora disperatamente sottosopra, forse ancora più di prima: il panorama è cambiato come dopo il passaggio delle ruspe su una montagna di detriti.
Vai a letto, un po’ stanco, un po’ contento di te ma non abbastanza, un po’ triste che domani sia lunedì e non ci sia modo di sfruttare ancora quest’energia sbocciata all’improvviso dalla solita pigrizia.
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4 commenti:
se lei ha una madre che non butta via niente, inscatoli tutti i suoi ricordi e li porti da lei. quando le verrà nostalgia, prenderà due piccioni con una fava: farà un tuffo nel passato e sua madre contenta, e avrà sistemato casa in un batter d'occhio.
in tutto ciò che devi far
il lato bello puoi trovar
lo troverai e... hop!
il gioco vien
ed ogni compito divien
più semplice e seren
dovrai capir che il trucco è tutto qui
con un poco di zucchero la pillola va giù
Sagace consiglio, ma ormai è tutto qui, e ora è più facile sparpagliare gli oggetti qua e là, in un falso disordine che cela impulsi ossessivi.
Piuttosto, a proposito della citazione che apprezzo non poco, «Chi ben comincia è a metà dell'opera» è un concetto che non mi è ancora entrato bene nella zucca...
Alas, poor Yorick! I knew him,
Horatio, a fellow of infinite
jest, of most excellent fancy.
Great care and order he knew,
joy he brrought to emptiness,
alas all will unfold, at last!
shakespeare reprise.
g'night
pv
(no riplais tu scèspir)
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