Ti impegni, ti eserciti, le provi tutte per dimenticare chi hai amato e ti ha fatto soffrire, e alla fine t’illudi di esserci riuscito. Il suo volto, i gesti, le parole talvolta ritornano, ma in quel modo strano e confuso con il quale ricordi i sogni di giorno, e provi più fastidio che dolore, più insofferenza che astio.
Poi cambi il lenzuolo del piumone, e lui è lì: di fianco a te, ora come quella volta prima di fare l’amore, e ti prende in giro perché sei un disastro a rifare il letto, e ridete insieme, e tu senti un tuffo al cuore, e ti accorgi che dopo è ricomparso tutte le volte che hai cambiato le lenzuola, e lo sai: ogni volta che lo farai in futuro, lui sarà con te.
18 giugno 2008
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8 commenti:
ma ancora?
scusi ma che tedio...
Uff... La prevedibilità dei tuoi commenti è pari a quella dei miei post. Non scrivo mica per intrattenere un pubblico o per essere innovatore e frizzante...
Piuttosto, quand’è che ricompari e ti rimetti in gioco, invece di fare il vecchietto dei Muppet? :P
i miei commenti non sono prevedibili, semplicemente si renda conto che i suoi 127 post sulle sue (a questo punto farlocche) epifanie della dimenticanza erano, ça va sans dire, come la corazzata potemkin...cmq tornerò quando messer O. creerà il template adatto, ho già una ventina di post in mente...
a meno che non lo voglia creare lei determinando il mio passaggio agli snob lidi di blogspot...
Ho provato anch'io quello che scrivi, ma in un passato ormai mediamente lontano. Quelle esperienze sono state una specie di vaccino e so che non permetterò mai più a nessuno di farmi star male.
E comunque, per tornare a te, ti posso dire che quel ricordo svanirà un giorno, all'improvviso, senza che tu neanche te ne accorga.
Stai su, G.
allora, il titolo è dalì. l'immagine... dubuffet?
la sensazione invece la conosco anch'io, o credo di conoscerla, e credo anche che io e lei possiamo considerarci privilegiati, in qualche modo:)
G, ma se non permetterai più a nessuno di farti stare male, ti innamorerai ancora in quella maniera lì: perdutamente?
SZ, ancora una volta citazioni... Però lo sa, ormai: sono stratificazioni che escono non volute (è una cosa che condividiamo, a quanto pare). E poi sì, siamo privilegiati, benché non sappia valutare se sia un bene.
In effetti credo di no, e non sono neanche tanto sicuro che sia un male.
Boh, G.
O MisterG...
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