Me ne lamento con chiunque mi capiti a tiro, e l’ho già fatto anche su queste pagine, ma la perdita dei capelli – quasi un’ossessione tra i sedici e i ventisei anni – è infine una spiacevole realtà. Nessun taglio tattico regge più: quando un’amica che non mi vedeva da qualche tempo dice «Ti trovo più… maturo. Ma era ora, no?», capisco che ormai non appartengo più alla categoria “Giovani”, e non è solo un dato anagrafico.
D’altronde, però, questo è il meno; la completa e precoce calvizie dei parenti maschi mi aveva già preparato al peggio, e posso dunque considerarmi quasi fortunato ad avere ancora qualche riccio che orni il cuoio capelluto. Ciò di cui nessuno mi aveva avvertito è il rovescio della medaglia pilifera: la sgradita comparsa di nuovi, irregolari filamenti di cheratina sulle spalle.
Già vedo persa la battaglia, seppure con pinzetta e specchio in mano: sarà meglio che mi ci abitui e prosegua sulla strada dell’incuria quasi totale. In fondo, non sono mai stato in sintonia con il mio aspetto; neppure quando avevo capelli come coralli e qualcuno diceva «Sei bellissimo».
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9 commenti:
pensi a me che con 8 anni meno ho già iniziato l'irreversibile orrendo cammino verso calvizie perfide e orribili...
Guarda, ci si abitua.
E come diceva la battuta: solo il pavimento frena la caduta dei capelli.
Io, del resto, conto sempre su quegli esseri dai gusti perversi a cui io possa piacere comunque, nonostante i miei numerosi difetti :)
a proposito mi sembra di ricordare che noi ci siamo gia' detti tutto.
Garç, in effetti...
Stefano, 'sta volta credo proprio di poter dire «mal comune» ;)
P, sì: ci siamo già detti tutto. Ma non mi ricordo dove siamo arrivati!
PEEEEEEEEE, risposta errata.
le auguro un'alopecia fulminante
Sono un tuo fan, ma a immaginarti un po' riccio, un po' pelato e con un po' di peli sulle spalle... beh, metti a dura prova la mia fedeltà.
G
E io che credevo di mettere già a dura prova la fedeltà dei miei affezionati lettori con centellinati appunti ermetici e con le annotazioni raccolte nella categoria "Qualificativi"...
un vero gentiluomo non ha bisogno di misurarsi l'età come la febbre. La propria temperatura estetica viene misurata perlopiù dalla pungenza dello sguardo.
Amen.
La “pungenza” dello sguardo, appunto.
(Grazie per essere passato di qui :)
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