22 aprile 2009

piccole correzioni

Stamattina, capelli bagnati e spazzolino che ronzava in bocca, mi chiedevo quale fosse la causa della mia tristezza. Ne ho passate un po’ in rassegna, quindi, con la faccia nell’asciugamano, ho concluso che nessuna è abbastanza forte: non ho buoni motivi per essere triste.
E poi, mentre sbucavo dalla metropolitana fischiettando la melodia che usciva dagli auricolari, mi sono accorto che tutto quel dolore, d’improvviso, non c’era più.

5 commenti:

Suor Francis Beaverhausen ha detto...

PS: Conosci "Offer" di Alanis Morissette?

Suor Francis Beaverhausen ha detto...

In effetti è spesso così: ci sentiamo nel modo in cui vogliamo sentirci.

nd ha detto...

Non la conoscevo, fino a quattro minuti fa (grazie, Iutiub), e mi sembra perfetta per il post.

Confesso, piuttosto, che quando ho finito di scriverlo mi sono chiesto cosa mi ricordasse, e - pensa e ripensa - mi è infine tornato alla mente «Forse un giorno scopriremo che non ci siamo mai perduti e che tutta questa tristezza in realtà non è mai esistita»... Suggestione ben più nazionalpopolare!

Suor Francis Beaverhausen ha detto...

Secondo me quella che citi è una delle più belle poesie che siano state scritte, non importa se l'autore è Renato Zero e non Eugenio Montale.
Per "Offer" hai giustamente ringraziato Iutiub, ma hai dimenticato di ringraziare me... ;)

nd ha detto...

...il ringraziamento era implicito ;)