Pierluigi Battista: come Woody Allen, ma del tutto scevro da ironia, crede che bastino un paio di baffi e di occhiali per nascondere le reali intenzioni dei suoi superflui articoli: l’osannante celebrazione dei sultani che detengono il potere.
Mario Luzzato Fegiz: incapace di fare a meno dei suoi pregiudizi, racconta dischi e concerti che evidentemente non ha mai ascoltato e propina sconcertanti banalità, per giunta con stile incerto.
Alessandro Piperno: inabile alla scrittura, è fastidiosamente inutile; spero d’incontrarlo per farmi restituire, se non il tempo, almeno i soldi che ho buttato per acquistare il suo osannato ma piatto, vuoto, scopiazzato esordio letterario.
Antonio D’Orrico: responsabile dell’immorale successo di Faletti e altri inconsistenti scribacchini (vedi Alessandro Piperno), instilla il ragionevole dubbio di essere prezzolato dagli uffici stampa delle Case editrici.
Paolo Isotta: sgradevolmente presuntuoso, ancorato a un passato perduto e a un contemporaneo inesistente, scrive banalità dense d’invidia con uno stile ridicolo.
Guia Soncini: ex pupilla di Giuliano Ferrara, basterebbe solo questo a renderla insopportabile. Ma la tizia scrive, costruendo solo un barocco nulla di frustrazioni che puzza di stantio.
Aldo Grasso: il meno oggettivo tra i critici che fingono di esserlo; il suo opinabile metro di giudizio è la simpatia. Ma il vero problema, quando lo leggi, è che non sai se a scrivere l’articolo sia stato lui o uno dei suoi numerosi, fedelissimi negri.
(E allora perché leggo il Corriere? Perché è a scrocco…)
13 maggio 2009
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14 commenti:
la soncini, così come tutte quelle che portano quel cognome, dovrebbe solo deflagrare in merda...gli altri vabbé che te lo dico a fare...
A me divertono, per e nella loro totale mancanza di ironia, che se ci pensi è la cosa che li accomuna tutti...
Son tutte idiote le Soncini del mondo... Ma che me lo dici a fare?
G, concordo (con riserva, per Grasso). Probabilmente, del resto, l'assenza d'ironia è ahimè più comune della sua presenza - non solo nei giornalisti, intendo...
A pensarci, anch'io metto la riserva su qualcun altro (su Grasso però no direi, ma potremmo andare avanti per secoli). Metto la riserva perché non è che li conosca tutticosì bene. Sai, ho voluto fare l'intellectual-chic con il commento prcedente, senza riuscirci uffa.
PS: dimmi solo una cosa, ma per caso abbiamo un'amicizia in comune? Il Lucone che ha commentato qualche post fa non mi suona nuovo.
Psycho-Mag
...come faccio a sapere se abbiamo amicizie in comune, se conosco di te poco più di un'iniziale? ;)
Ne parleremo, eventualmente, domenica (devo ancora escogitare un segno di riconoscimento, 'azz!)
Ah... Quante ne avrei da dire sui soggetti di cui scrivi. Ma non le dico :D
Stefano
Me lo aspettavo che ne avresti avute, di cose da raccontare: ma ora non puoi lasciarmi così, a metà ;)
Scrivimi privatamente :)
Come si dice, passavo di qui... Ho controllato, è tutto sotto a posto, posso andare.
È che spesso non trovo più parole...
Su D'Orrico nenache mi esprimo. Fegis è un incompetente, la soncini una poveretta... e anch'io ho fatto l'errore di comprare il libro di piperno. Grasso lo amo nonostante tutto.
Per questo e per gli altri commenti: Paolo, vuoi prendere in sposo il qui presente nd?
(È troppo affrettato?)
Mi serve ancora qualche post per convincermi.
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