16 maggio 2010

for no one

«I’m through with love, 
I’ll never fall again.

Said “adieu” to love
: don’t ever call again.
For I must have you or no one,
And so I’m through with love.

I’ve locked my heart
, I’ll keep my feelings there.

I have stocked my heart
 with icy, frigid air.

And I mean to care for no one
,
Because I’m through with love.»

15 maggio 2010

perduto aprile (ritorno alla torre d’avorio)

Di quanto è successo e succede tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera raccolgo istantanee già sbiadite che sparpaglio incoerenti.
Fiori gialli e fiocchi di neve, lacrime e un ultimo abbraccio; in mezzo, la metafora della vita.
Gli studenti di quest’anno: meno partecipi, interessati, interessanti. Le lezioni si stanno trascinando con troppa stanchezza e poca soddisfazione.
Guardo negli occhi centinaia di sconosciuti e premo un tasto per il prossimo: dalla loro finestra compaio/scompaio d’improvviso, lasciando (forse) il ricordo di un’immagine. La parentesi più divertente vissuta nella rete, che come i volti casuali mi ha presto annoiato e si è già chiusa.
Per migliorare l’umore non è bastato ridere tutta la sera con chi è ancora viva e favolosa e piangere quella successiva con chi ha perso il dono della musica; almeno ci ho provato.
Il primo ritorno cela incognite, ma a tratti mi rende felice; il secondo è stato misterioso e si è dissolto; il terzo ha una scadenza definita, e per questo è malinconico.
Fuori dalla mia testa, la vita che non posso controllare segue il suo corso, con tutti gli sviluppi inattesi o già scritti – e se mi fermo a guardare non mi capacito dei sogni e dell’ottimismo che ci siamo permessi. Unico respiro: l’ironia.

12 marzo 2010

la plage qui attend

Spesso mi dimentico che la felicità non va cercata o desiderata, ma raccolta – e accolta.

«Le premier bonheur du jour c’est un ruban de soleil
Qui s’enroule sur ta main et caresse mon épaule,
C'est le souffle de la mer et la plage qui attend,
C'est l’oiseau qui a chanté sur la branche du figuier.

Le premier chagrin du jour c’est la porte qui se ferme,
La voiture qui s'en va, le silence qui s'installe.
Mais bien vite tu reviens et ma vie reprend son cours:
Le dernier bonheur du jour c’est la lampe qui s'éteint.»

18 febbraio 2010

alla fine

Alla fine, quanto ottieni non corrisponde a ciò che vuoi ma a quello che sei.

16 febbraio 2010

no time for a chat

«Words, words, words! I’m so sick of words!
I get words all day through:
First from him, now from you.
Is that all you blighters can do?

Don’t talk of stars burning above:
If you’re in love, show me!
Tell me no dreams filled with desire.
If you’re on fire, show me!
Here we are together in the middle of the night:
Don’t talk of spring, just hold me tight!
Anyone who’s ever been in love will tell you that
This is no time for a chat!

Haven’t your lips longed for my touch?
Don’t say how much, show me! Show me!
Don’t talk of love lasting through time,
Make me no undying vow: show me now!

Sing me no song, read me no rhyme,
Don’t waste my time, show me!
Don’t talk of June, don’t talk of fall.
Don’t talk at all, show me!
Never do I ever want to hear another word,
There isn’t one I haven’t heard.
Here we are together in what ought to be a dream:
Say one more word and I’ll scream!

Haven’t your arms hungered for mine?
Please don’t “expl’ine”, show me! Show me!
Don’t wait until wrinkles and lines
Pop out all over my brow, show me now!»

7 febbraio 2010

each one of us feels a little stranded

Catturato nel suo gorgo, cercando di tenere la testa fuori dall’acqua, la corrente che lo trascina sempre più verso il basso. È un altro, caduto nella sua trappola.
Spiarlo mentre annaspa mi dimostra che davvero non è solo colpa mia, questa infinita ossessione.
Ma sono obbligato ad accettarla, perché non avrà mai fine: come una malattia cronica dovrò imparare a conviverci – quel piccolo dolore da gettare nell’ombra, e poi un po’ di luce, più avanti – liberandomi di qualcosa non essenziale e provando di nuovo, comunque, a respirare.

«These things that you're wrapping all around you,
You never know what they will amount to.
And your life is just going on without you:
It's the end of the things you know,
Here we go.»

28 gennaio 2010

come corrente

Una bambina bellissima.
Una nuova madre.
Un amico ritrovato.
Una lacrima al telefono.
Un ritorno importante.

E tutto l’amore che ritorna a fluire.

21 gennaio 2010

sonho feito de brisa

«Quando você foi embora
Fez-se noite em meu viver.
Forte eu sou mas não tem jeito,
Hoje eu tenho que chorar.
Minha casa não é minha
E nem é meu este lugar.
Estou só e não resisto,
Muito tenho prá falar.

Solto a voz nas estradas,
Já não quero parar.
Meu caminho é de pedras,
Como posso sonhar?
Sonho feito de brisa,
Vento vem terminar.
Vou fechar o meu pranto,
Vou querer me matar.

Vou seguindo pela vida
Me esquecendo de você.
Eu não quero mais a morte,
Tenho muito que viver.
Vou querer amar de novo
E se não der não vou sofrer.
Já não sonho, hoje faço
Com meu braço o meu viver.»

19 gennaio 2010

through the night

«Time to tuck you in, warm and cozy-like.
Are you comfortable, little lamb?
Such a sleepy smile, you must surely know
All the lovely things you’ll be dreaming of.»

15 gennaio 2010

i miei occhi, in quelli di un altro

Lo guarda, appena fuori dall’inquadratura; lui è lì, nascosto dietro all’obiettivo. La fotografia di un altro è uno specchio che mi scruta.
Negli occhi, vita e passione e felicità e tenerezza e desiderio e amore: tutto quello che c’era anche nei miei, quando incontravano i suoi.
Nei miei pensieri, malinconia e rimpianto. E della vita e della passione e della felicità e della tenerezza e del desiderio e dell’amore, una traccia sbiadita.