C’è un po’ di sole, finalmente. Le nuvole si spostano a una velocità inconsueta.
È da una settimana che non esco la sera, ma finalmente un lungo sonno. Ne giova l’umore; da stasera per una settimana melatonina e ora di scadenza: mezzanotte, comunque.
Ieri ho riso come accade di rado vedendo il terzo spettacolo di Luttazzi in tre giorni e ho pianto per il cartone animato più cupo di sempre, Una tomba per le lucciole. Con alcune stronzate di contorno, una decina di ore imbozzolato nel divano.
Poco fa, risveglio ascoltando Invisible ink («But nobody wants to hear this tale: the plot is clichéd, the jokes are stale – and baby, we’ve all heard it all before»). Triste, ma necessaria. Subito dopo, Make your own kind of music («Even if nobody else sings along»), Deliver us («Al ti-ra veh al tif-chad») e Di questo e d’altro («E non combattere mai, e non arrendersi mai»).
Nella posta in arrivo, pubblicità del Carrefour e un messaggio spam da Dorian Grayson.
Un sorriso inatteso: tutto sommato, ci sono ancora buone ragioni per tirare avanti un’altra settimana.
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2 commenti:
un sorriso inatteso: tutto sommato, ci sono ancora buone ragioni per tirare avanti un'altra settimana.
:) (i sorrisi, alla fine, arrivano sempre – e cambiano il senso di tutto il resto)
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