6 agosto 2007

parola (del signore) torna indietro

«Mi sembra ci sia in atto una strategia mondiale di questa lobby – come chiamarla? – ebraico-radical chic, che partendo dalla Chiesa americana tende a indebolire la Chiesa tutta.»

Piero Gelmini, prete cattolico lautamente sovvenzionato da Silvio Berlusconi, oggi indagato («Sta soffrendo le sue piaghe insieme a Cristo…») per abusi sessuali ai danni di ospiti della sua comunità per la conversione di tossicodipendenti. Il perfetto italiano medio: prediche interessate e azioni incoerenti.

«Se l’ho detto, mi è sfuggito.»

4 agosto 2007

tutto un mondo intorno (pausa di scoramento)

«Accumulo cidì • Vado in palestra • Vivo in Loreto • Vivo in Porta Venezia • Vivo in un loft con altri quattro amici • Voglio una casa con un grande terrazzo e tanti fiori • Compro i libri alla Babele • Faccio Design • Studio Architettura • Lavoro in tivù • Faccio l’autore • Sono sempre sul pezzo • Farò tanti soldi • Me ne andrò a Barcellona • Facevo il commesso da H&M • Faccio il commesso da D&G • Fatturo solo con Partita IVA • Vesto solo DSquared • Mi tolgo gli occhiali di Gucci • Mi metto gli occhiali di Tom Ford • Ho la Smart cabrio • Ho il Macintosh • Ho l’iPod pieno di canzoni anni Ottanta • Che brava Madonna • Che brava Raffaella • Vado a correre al parco con l’iPod a palla • Guardami, guardami, sto appoggiato al bancone • Bevo solo Vodka/Red Bull e Negroni • Sono un tipo Cool-glamour • Uh-uh, come sono Cool-glamour • Mi metto le Adidas col completo Armani • Vado al Lelephant • Vado al Billy • Le mie amiche sono troppo delle pazze • Sono permaloso • Sono unico • Sono rasato • Sono rasato sopra • Sono rasato sotto • Mi piacciono tutti gli animali • Per carità, vai via con quel gatto • Voglio solo cani di taglia media • Chattiamo su Skype • Ti faccio vedere le foto dei miei addominali • Ti mando una canzone troppo Eighties • Questa sera organizzo cena in casa • Portatemi solo bollicine • Il popper sì, divento tutto rosso • Mi interessano i ragazzi con la macchina veloce • A me piace la Bi-em-vù • A me piace la vecchia Mini • Che bello Il diavolo veste Prada • Che bravo Ivan Cotroneo • Mi piace tanto vedere Amici in tivù • Miguel Bosè è un genio • Lo ascolto sempre a occhi chiusi • Mi piacciono le foto di Helmut Newton • Sono troppo nel mio mood • Ho Fastweb • Mi scarico un film di Ozpetek • Pasolini • Fassbinder • Almodóvar • Mi guardo Sex and the City con le mie amiche • E ridiamo come delle pazze • Chiamo l’idraulico a casa anche se non ho delle perdite • Nessun gay fa il muratore, purtroppo • Adoro le divise • Adoro i pompieri • Mangio solo cibo bio • E compro solo sushi-pack • Mi sento divina • DJ Belais • DJ Genet • Vado in palestra • Mi ammazzo di Abdominal • Pectoral machine • Beauty machine • Leg extension • Andiamo in dark? • No, meglio la Biennale • Mi piace molto il cinema americano • Colazione da TiffanyUfficiale gentiluomoPretty Woman • I miei genitori non mi capiscono • Mio padre mi dice solo: • “(…) se saprei che mio figlio è ricchione • Gli spacco la schiena” • La mia mamma piange in cucina.»

31 luglio 2007

blowing kisses

«Il concetto di osceno va e viene.» Gianni Vattimo

«Si voltò: erano due carabinieri.
— Che cosa fai così sdraiato per terra? — domandarono a Pinocchio.
— Assisto questo mio compagno di scuola.
— Che gli è venuto male?
— Par di sì!…»

Linea sottile tra sopruso e rispetto, verità e menzogne, lecito e proibito.
Così è (se vi pare).

30 luglio 2007

un an déjà

Novanta appunti, un anno. Il giro del mio mondo: dalla testa all’uccello, e ritorno.

20 luglio 2007

julio

Il mio scoglio sopra il mare, le serate in automobile, i bagni La palma, il salvataggio dell’angelo custode, l’amore breve, Baby Jane al Bryant park…
La vita, a luglio.

17 luglio 2007

rapporto kinsey

«According to the Kinsey Report
Ev’ry average man you know
Much prefers to play his favorite sport
When the temperature is low,
But when the thermometer goes ’way up
And the weather is sizzling hot,
Mr. Pants, for romance, is not –
’Cause it’s too darn hot,
It’s too darn hot.»

12 luglio 2007

en bref de la tour d’ivoire

Non so più come spostare i capelli per coprire la stempiatura a destra; forse è giunta l’età in cui devo accettare i segni della vecchiaia. Stanotte ho sognato che tradivo un amico andando a letto con il suo fidanzato; senso di colpa paralizzante come quando da piccolo ho rubato gomme profumate alla Standa – e ho contestualmente smesso di andare in chiesa perché mi mancava il coraggio di confessare al prete il furto (poco tempo dopo mi chiesi come avevo fatto a perdere tutto quel tempo fingendo di venerare una divinità nella cui esistenza non avevo mai creduto). Mi sono accorto con orrore che alcune suonerie composte da Sakamoto ed Eno per Nokia mi commuovono; perché poi abbia scaricato da internet e ascolti suonerie è una faccenda ben più allarmante, che non intendo analizzare. Rileggere le poesie di quindici anni fa m’imbarazza: allora ne ero orgoglioso, oggi grondano ampollosità; i temi e lo sguardo, però, sono tristemente sempre gli stessi. Durante il giorno, insabbiato di fronte al monitor, cerco di dare un motivo a quello che mi scorre davanti sul nastro trasportatore, e di combattere sonno e noia: il risultato è che, sbadigliando con occhio vacuo, non trovo alcun senso e metto solo un po’ di ordine tra documenti e cartelle (pensavo: se il mio appartamento fosse un computer non somiglierebbe a un magazzino abbandonato). Sindrome di Stoccolma: ieri ho incontrato i compagni del Corso di Masochismo Applicato e mi sono ritrovato a considerare l’ipotesi di andare avanti; se l’anno prossimo mi dovessi iscrivere al secondo anno, tu, lettore, sei autorizzato a rapirmi e a torturarmi come in Arancia meccanica, palpebre spalancate a vedere in fila tutti gli spettacoli messi in scena negli ultimi cinque anni nella Palestra che chiamano Teatro.

9 luglio 2007

sogno di novembre

Non vedevo la spiaggia
e mi spostai
sulla scogliera;
c’era quel promontorio
e il mare lucido,
il sole tiepido,
i suoi riflessi.
E da lì tutte loro
in fila
si gettano dallo strapiombo
e io,
io prima impietrito,
io poi di corsa
verso il ciglio.
E loro, nel mare laggiù
loro sono balene,
con gli occhi
ricolmi di lacrime.
Per chi?
Per me?

4 luglio 2007

ma dopo un tale amore

«And now as broken glasses show
A hundred lesser faces, so
My rags of heart can like, wish, and adore
But after one such love, can love no more.»

2 luglio 2007

buona la prima

Qualche sbavatura, ma il debutto è andato; ancora due repliche e abbiamo finito.
L’ho detestato, questo spettacolo, ma – trionfo di banalità – quando sarà archiviato so già che lo rimpiangerò.
– Rifiuto, nostalgia: perversa costante.