16 agosto 2007

special thanks

Nei giorni scorsi un amico mi ha raccontato a lungo la sofferenza causata da quello che definisce Oggetto Eccitante/Frustrante, ovvero l’egocentrico ragazzo dotato di ultrafascino che monopolizza i suoi pensieri.
Come già immaginano i lettori più affezionati, ascoltare e commentare queste vicende è stato come fissare la mia immagine allo specchio. Le somiglianze tra i due Oggetti – i loro comportamenti, le reazioni che suscitano in noi sudditi – sono sconcertanti.
Ammetto che nella scelta del nome lui è stato più puntuale e onesto: chiamo Oggetto dell’Ossessione Perduta un tizio che in realtà ho sempre ritrovato – anche grazie ai suoi consunti meccanismi sadici di presenza, ormai quasi divertenti da smascherare. Quasi.

Tre mattine fa, al risveglio, mi accorgo che è cambiato qualcosa; senza che l’abbia deciso, d’improvviso.
Mi alzo e sento che, esorcizzata dai racconti dell’amico, la mia ossessione si è dissolta. Di tutto il dolore resta solo lo stupore di averlo provato.
Guardo le foto, ascolto la sua voce in un filmato e finalmente individuo i processi che determinano il suo fascino e il suo potere; li riconosco e li scardino, li decifro e svapora la loro forza.
Sono finalmente libero. Spossato, il passo incerto, ma le novità già si vedono: una nuova voglia di fare – lavori, viaggi, amicizie.
Assai banale, tutto ciò; ne convengo. Molto piccino, molto da casalinga soap opera-dipendente. Ma forse è inevitabile, la mediocrità delle esperienze: quando le vivo mi sembrano altissime, nel raccontarle mi accorgo che non avevano alcuna magia. Un po’ come avviene con gran parte delle storie d’amore.

(24/12/2000 – 12/8/2007: molti amici mi hanno sostenuto in questi anni. Impresa non da poco, considerando il mio carattere… complicato. Grazie per l’affetto a Lex, Lou, Chicco, Chiara, Chris; per l’appoggio a Maxwell, Paolo, Ale, Celia, Stefania, Alessio, Lella, Federica; per la pazienza a Luca, Paolino, Andrea, Charles, Tom, Stefano, Francesca.)

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