7 giugno 2008

1978

Io chi sono
Io sono bravo, metto a posto quando c’è disordine, aiuto la mamma. Ho degli amici e litigo un poco con loro perché fanno sempre i cattivi. Mi piace venire all’asilo perché posso fare dei bei disegni e perché gioco. Qualche volta sono intelligente e allora faccio dei bei disegni, dico delle belle cose.

Io in famiglia
Io vado sempre a vedere delle cose con la mamma e il papà. La mia mamma deve andare a lavorare; non mi piace che la mamma vada a lavorare, mi piace che stia sempre con me. Quando lei è a lavorare, sto con la Patrizia. Il mio papà mi porta con lui nel suo studio, ma poche volte, perché non può portarmi: deve lavorare e non può stare con me.

Io chi vorrei essere
Voglio essere una farfalla, è una cosa che mi piace perché le farfalle sono belle e colorate, poi volano e volare mi piace e posso andare sugli alberi, sui fiori. Di sera, posso andare a dormire su una foglia e così posso vedere le stelle e la luna, le macchine che vanno a casa e gli aeroplani che passano nel cielo.

8 commenti:

Anonymous ha detto...

Quella delle "macchine che vanno a casa" è un'immagine che mi mette tristezza.
G.

nd ha detto...

A me ha messo tristezza “deve lavorare e non può stare con me”.
Le auto verso casa sono un sogno che ho fatto alcune volte (le scie dei fari nel buio che tornano da chi si ama) e scoprire che a quattro anni quest’immagine mi frullava già per la testa mi ha intenerito molto...

Ma “G.”, ti conosco? Abbiamo forse un invito a cena e uno al lago aperti?

Anonymous ha detto...

In effetti eri precoce: io a 4 anni forse non pensavo nemmeno.
Inviti aperti? non credo, ti seguo da qualche mese, in silenzio. Però magari ci conosciamo di vista, in fondo Milano non è così grande e alla Fnac ci vado anch'io...
G.

nd ha detto...

Ma che bello avere un lettore fedele al di fuori dei pochi affezionati amici e conoscenti...

Benvenuto, uomo che dubita di essere stato in grado di pensare a quattro anni e si firma con l’iniziale della mia ossessione perduta e di un'amica con la quale ho in sospeso pranzi reciproci.

(E Milano è piccola: oh, sì.)

Andrè ha detto...

basta un'atomica a basso potenziale

oh yeah

nd ha detto...

Garçon, bel commento allegro.
Ma la città matrigna imploderà anche senza atomiche, non tema. La data di scadenza (i sette anni di guai milanesi) è già stata decisa; ne ho scritto il primo aprile – e non era uno scherzo.
Certo, i suoi appunti si prestano a molte (troppe) letture diverse... Non rischierà di procurarsi inimicizie?

Andrè ha detto...

la verita GLI fa male si sa

nd ha detto...

Sempre più criptico... E poi dice di me!

(Le chiederò delucidazioni telefoniche. C'entra forse Mr Fanta? - e qui le si richiede un semplice salto semantico, ma ci arriva subito: è più banale di quanto sembri)