Chissà se è comune per chi scrive su un blog iniziare a elaborare qualcosa che non riesce a prendere forma, salvarlo come bozza e abbandonarlo per settimane prima di riuscire a trovare un senso – o il coraggio di cancellarlo.
A me accade di continuo. E mi scoccia un bel po’.
Da alcune settimane ho collegato queste pagine a un sito di rilevazione del traffico.
C’è chi capita qui cercando su Google “sandra milo oops” (spettatori di Blob), “è morto un sogno” (ma davvero ho scritto una frase così?), “piccoli segreti” (e quelli li ha trovati davvero); ci sono lettori fedelissimi – so dare una faccia solo a due di loro, però; sconosciuti che capitano qui da Cina e Portogallo.
Esperimento bislacco, davvero: non so che senso dare a tutto questo, o se ce l’ha. E mi scoccia un bel po’.
Scrivevo, in settembre, che non sapevo se avrei dovuto rispondere a quel messaggio. Chi ci fa paura dovrebbe stare lontano, anche e soprattutto quando ha le proprietà di una calamita (questo, è ovvio, vale anche per l’Oggetto dell’Ossessione Perduta). Un giorno dopo l’altro si aggiunge un piccolo errore cui segue una piccola correzione. E mi scoccia un bel po’.
Ho rivisto il compagno d’ipocondria. Pensiero di commiato: più o meno tutti cambiamo molto fuori, poco dentro. E mi scoccia un bel po’.
Sono andato al cinema con Effe, al solito mi ha spiazzato. Legge i miei pensieri/azioni in un modo così diverso e profondo che spesso impiego ore a capire quello che mi ha detto, e giorni a condividerlo. Alla fine convengo sempre che ha ragione; quasi sempre. E mi scoccia un bel po’.
E alla fine?
Elaborare qualcosa, dargli una forma. Smetterla di essere infastidito. Accettare il brutto, aspirare al bello. Cercare di dare un senso.
…And let us try before we die
To make some sense of life.
We’re neither pure nor wise nor good;
We’ll do the best we know;
We’ll build our house, and chop our wood,
And make our garden grow…
And make our garden grow.
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3 commenti:
Uhm. Qualcuno diceva che l'unica persona (o l'unica cosa, poco cambia) in grado di renderci davvero felici è quell'unica persona (o unica cosa) in grado di farci più male di tutte le altre.
A rileggere ciò che ho appena scritto, è di una banalità sconfortante.
anadah quella regola è stata creata essenzialmente per lei :"""""""(
anche perchè in questo caso l'oggetto dell'ossessione perduta è solo causa di orchite degli astanti.
Anadah, tutt’altro che banale, ahimè. O banale, ma chissenefrega. A volerla dire tutta, anche la felicità è banale...
Garçon, sorvolo sul commento al suo amico, ma noto un velo,anzi un mantello di fastidio nei confronti del mio OOP ;)
D'altra parte non potevo non citarlo, anche a rischio di far venire l’orchite al lettore, quando parlo di uomini-calamita (che, per fortuna, ho imparato a disinnescare: è questa la “piccola correzione”).
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