Ne parlavo mesi fa con Garçon: si era diviso il mondo degli esibizionisti del web (ovvero tutti noi incontinenti di futilità) in adepti dei Blog e seguaci di Flickr; due religioni parallele, e che in quanto tali non possono incontrarsi e fondersi, ma praticate da molti in modo simmetrico.
Oggi lo scrivere e il fotografare non hanno la stessa dignità: per mancanza di gusto e gusto dell’eccesso si è giunti a una dittatura nella quale l’immagine è comunque al centro della scena e ha sempre quel gusto dolciastro – dunque appagante – del già visto, del già provato.
Dei flickeranti mi annoiano spesso lo scioccare sciocco e la spocchia di chi s’illude di fare arte, e l’arte contemporanea, non solo fotografica, ignora. E i loro superflui album di foto mi ricordano le infinite sessioni di diapositive post vacanze a casa di amici, quelle sfibranti serate derise da decine di film.
Mi irritano soprattutto i commenti: sperticati elogi, sempre – con un frasario mai più che televisivo (una profusione di termini come “emozione”, “sentimento”). Davvero, nessuno che scriva: «Un soggetto banaluccio, e la luce fa cacare»; ma sarebbero quelli i commenti utili, almeno uno può farne tesoro e migliorare.
L’opposta fazione è quella della parola, che vive di un rinnovato fascino anche grazie ai blog, capaci di donarle un’inattesa leggerezza. I commenti sono la riprova: non si legge praticamente mai roba tipo «Troppo bello quello che hai scritto, mi ha toccato dentro», per fortuna, ma spunti che aggiungono, completano, a volte deviano, ma contribuiscono comunque ad arricchire non la vanità ma la comunicazione.
Chiarisco: un’immagine può essere potente, immediata, anche ambigua (l’ambiguità è sempre da perseguire, diceva la mia professoressa di greco parlando delle traduzioni, perché arricchisce di sfumature e muove la mente, ma è difficile da ottenere), e non oso contestarne la forza; metterei in crisi anche i fondamenti del mio lavoro.
Quel che ritengo deprecabile è la sua apparente facilità, che ne fa uno strumento abusato e anche pericoloso, non foss’altro che per il tempo. Intendo dire che se ho una pagina con un testo e una con varie fotografie, potrò leggere qualche riga qua e là della prima e farmi un’idea di quel che c’è scritto, ma non posso fare altrettanto con la seconda se la selezione di immagini è eterogenea: dovrò dedicare un po’ di tempo a ciascuna per capire che cosa racconta. E inoltre il vedere questo racconto mi priva della libertà di immaginarne luoghi e personaggi, di usare la fantasia.
Ma forse questo è un aspetto marginale, e mi trovo alla fine di questo sproloquio a cercare di tirare le somme e ad accorgermi che forse mi sto accanendo inutilmente e con argomenti miseri. Semplicemente dovrei dire che mi capita più spesso di trovare blog interessanti e ben scritti, piuttosto che belle fotografie scattate da amatori.
D’altronde, ne parlavo mesi fa con Garçon: si era diviso il mondo…
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9 commenti:
La sua professoressa di greco era una gran ficah :-O
Omiodio, ma io sono l'anticristo! :)
Metto le immagini in un blog :-O
E nei miei commenti spesso compaiono le parole "emozione", "sentimento" o "geniale" :-!
La prego, mi salvi! :)
Oh no, Messer Ovetto, non posso: lei è spacciato (tanto più che si gloria di chi le scrive "geniale", dannaz!). Ma, come vede a fine pagina, la visito, e talvolta ne godo molto (inoltre l’intento dello scritto era gratuitamente e platealmente polemico - ovvero per puro gusto di contraddizione ;)
Eh sì, MrD, quella donna aveva davvero qualcosa da insegnare (e quel qualcosa è tra le poche che abbia trovato utili al liceo e che ricordi, dopo più di dieci anni...)
e invero, per contraddire ciò che fu appena detto, affermerò che questo post è magistrale, soprattutto nel passaggio riguardante i commenti. Con un po' più di "il tuo soggetto è una merda" o -nel caso di flikeriani phinos "smettila di fare l'impegnata si vede subito che i tuoi lembi di carne scoperta servono solo a baccagliare" il mondo sarebbe un posto migliore.
e poi diciamocelo, a usare petoshop siam tutti buoni ma per imparare a scriver bene , miei cari, avete perso il treno anni e anni addietro...
Conciliante, Garçon! Lei sì che sa farsi benvolere ;P
il vero Nemico è myspace.
Ne convengo, ma non è (il) solo, temo. Ha notato, comunque, con che gioia su theirspace si aggiungono l'uno alla lista degli "amici" dell'altro (almeno, credo di aver capito che questo fanno)?
Certo, c'è chi direbbe «meglio perder tempo così che a schiantarsi sulle strade», ma so che altri affermerebbero esattamente l'opposto...
e chissà chi sarebbero mai questi altri, ehn.......
Già, chissà a chi pensavo...
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