1 aprile 2007

incontri casuali

Cari lettori, vi metterò a parte di qualcosa che neppure gli amici più intimi sanno (eccetto quello che mi ha colto in flagrante e al quale ho fatto giurare di non rivelare nulla – ma non mi fido, così mi denuncio da me).
Vi sarete accorti che da un po’ di tempo prendo in prestito parole non mie per il blog, che non sono mai in casa e rispondo di rado al telefono. La ragione, evidente nella sua banalità, è che ho vissuto una strana storia d’amore.
Passo indietro: tre venerdì fa, stremato da una settimana di lavoro devastante, mi sono trascinato verso l’Esselunga più vicina all’ufficio per dare l’illusione al frigorifero di casa che è stato acquistato non solo per la sua bellezza.
Mi aggiro per i corridoi con il cestino giallo in mano e lo sguardo che perlustra l’esposizione, quando mi scontro con un tizio che sta scegliendo una scatola di cioccolatini. Il tizio, quando lo guardo per scusarmi, è un coetaneo famoso. “Famoso” di quelli che proprio tutti conoscono. Ci guardiamo, gli sorrido. Mi sorride (i denti sono esageratamente bianchi e perfetti, me li ricordavo diversi). Penso: «Che ci fa al supermercato? Starà preparando una nuova trasmissione agli studi che ci sono qui di fronte? Beh, fico, dal vivo. Molto più alto e magro. Oddio: lo sto guardando troppo a lungo? Ma perché mi guarda lui, così a lungo?».
Ecco, penso tutte queste cose in qualche frazione di secondo (e intanto mi stupisco anche di come possa ancora succedere, vista la lentezza di reazione cerebrale da quando ho compiuto trent’anni) e cambio repentinamente direzione per evitare l’imbarazzo di un leggero rossore sulle guance.
Proseguo il cammino degli acquisti e intanto il cervello è lì che lavora. All’ultima corsia, mentre cerco le gallette di riso, è lì, fermo, e mi guarda. La gente con il carrello che ci passa di fianco lo riconosce; vedo coppie che parlottano indicandolo; una ragazza davanti a me lo sta mangiando con gli occhi. Ma lui, con una certa insistenza, guarda me. Me che improvvisamente muoio di caldo e inizio a sudare, me che ho occhiaie da venerdì sera, capelli sozzi e vestiti raccolti a caso dal mucchio. Soprattutto, me che sono un uomo. Ma lui non era…
Vabbè, la faccio breve, che se racconto tutto con questa prolissità trascorro l’intero pomeriggio davanti all’iBook.
Dicevo: lui è lì, attacca bottone chiedendomi dove ci siamo già conosciuti («Attraverso il vetro della tele», vorrei rispondergli, ma mi sembra una battuta pessima) e insomma, mi dà uno scontrino di un bar sul quale scrive il suo cellulare. Nessuno mi ha mai abbordato in maniera così esplicita.
Torno a casa tutto felice ma pensieroso («Farà così con tutti»), mangio una pizza surgelata guardando la mia trasmissione preferita e a un certo punto, tra gli ospiti, ecco lui. Incredibile. Da film.
Gli scrivo un messaggio sul telefono e alla fine del suo intervento mi risponde e propone un aperitivo in zona Navigli per il giorno dopo.
La faccio ancora più breve: ci si vede per l’aperitivo e il piccolo bar è vicino a casa sua, dove mi invita dopo poco, e dove restiamo vestiti meno di tre minuti.
Serata indimenticabile, settimane successive meravigliose: il tutto tenuto gelosamente segreto. Lui, ufficialmente, non è gay.
Non vi annoierò con il finale, perché c’è ahimè un finale, dato dal suo prossimo impegno che lo terrà lontano per un po’. In realtà, visto che non ci siamo “messi insieme”, non ci siamo nemmeno “lasciati”; gli ho detto che lo andrò a trovare tra qualche settimana, e magari lo farò davvero, non so. È tutto complicato (e quando non lo è?), ma avrei voglia di stare ancora un po’ con lui. Ancora, tipo, una cinquantina d’anni.
Ecco, cari lettori. Ora sapete quello che neppure gli amici più intimi sanno (e l’amico che mi ha visto uscire da casa sua, mentre lui mi salutava dalla finestra, può spettegolare liberamente).

12 commenti:

Gossippolitan ha detto...

carino come pesce d'aprile...[continui pure dicendoci che era andrea pezzi!]

nd ha detto...

Parte verità, parte invenzione (come sempre): non le dirò il personaggio, ma lei è andato molto vicino ad azzeccarlo...

vitty ha detto...

ma si può provare a indovinare?

stupidboy ha detto...

questo significa che per rimorchiare una specie di fint-anzato dovrei prima comprare una tele? (???)

nd ha detto...

Beh, Sb, nel caso di questo fintanzato può anche andare al cinema, ascoltare la radio o andare in libreria (e adesso, Vitty, è davvero facile da indovinare...)

Andrè ha detto...

che bizzarre storie, fv è il dirimpettaio di una mia amica e se l'è ficcata plurime volte...

nd ha detto...

Fanciulla fortunata.

Andrè ha detto...

forse na dice che ce l'ha corto :""""""(

nd ha detto...

Garçon...

anotherMe ha detto...

NO FV NOOOOOO!!! :''''''''''(

nd ha detto...

Ne rida, ne rida, Anadah... Sarà mica colpa mia se non incontro manzi da importazione ma panettieri del bresciano al supermercato!

Anonymous ha detto...

ma alla fine e' un pesce d'aprile right?
p