Le uniche due volte che non ho aspettato fosse l’altro a fare la prima mossa (a prendere l’iniziativa, srotolare la lingua in bocca – ditela come volete) sono stato rifiutato. Una batosta clamorosa, per uno abituato ad avere un decente favore sociale.
Vi racconto com’è andata.
Venti e qualcosa anni, accompagno a casa questo ragazzo molto carino con il quale ho trascorso una serata piacevole; m’interessa e pare interessato a me e a quel che gli racconto. Insomma, seduto in automobile, al momento di salutarci, lo guardo negli occhi e – forte dei miei cinque anni in più – avvicino le labbra alle sue. Lui lascia che le appoggi ma le tiene serrate; apre in fretta la portiera dell’auto, dice «Ciao» e s’infila nel portone, lasciandomi di sasso a guardare l’aria al mio fianco, come in un film.
Trentun anni, rispondo a un messaggio sulle Pagine Arancioni e incontro questo bel giovane che viene dall’Europa dell’Est. Un po’ troppo “bene” e “in carriera”, dunque non esattamente il mio tipo, ma il tempo che passiamo a chiacchierare è molto gradevole (anche per lui, mi sembra). E succedono anche eventi inconsueti che rendono la serata memorabile. Insomma, seduto in automobile, al momento di salutarci, lo guardo negli occhi e – forte dei miei sette anni in più – sto per avvicinare le labbra alle sue. Lui non lascia neppure che le appoggi; sorride, apre in fretta la portiera dell’auto, dice «È stata una molto bella serata» e s’infila nel portone, lasciandomi di sasso a guardare ancora l’aria al mio fianco, come in un film.
La domanda che ci si fa in questi casi («Cosa c’è di sbagliato in me?») è errata. Quella giusta è: «Cosa c’è di sbagliato in questi giovani presuntuosetti, che se vengono dall’Est non hanno neppure il gusto di salutarti con una frase in italiano corretto, malgrado le costosissime scuole internazionali?», oppure la sua variante: «Ma pensano di averlo solo loro?» (a quali compromessi si scende per non ammettere i fallimenti…)
Poi si torna a casa e, a scelta, si sta alzati in ricognizione fino alle quattro davanti alle Pagine Arancioni, oppure si cerca su internet il numero di telefono di un convento con vista mare.
Sconsacrato, ovvio, per andarci alla prima occasione con il prossimo tizio che a fine serata, lui, ci srotolerà la lingua in bocca.
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6 commenti:
dopo questo post non potrà più negare di essere lei l'autore delle guide Dumont:
"una tempo ritrovo elitario, oggi è frequentato anche da giovani rampolli delle famiglie dell'est arricchitesi grazie ai loro traffici con la mafia"
[non sa quanto questo post mi crei fastidio per la sua cruda verità]
Oppure si torna a casa e ci si dedica all'attività da amanuense. Va detto che, spesso, ci si può dedicare anche in maniera preventiva, così ci si risparmia la fatica anche di consultare le Pagine Arancioni (o quelle Azzurre).
Comunque ci può essere di peggio: che le labbra le tenga serrate (oltre agli occhi, chiusi, per via - ah - di un'emicrania provocata dall'aria condizionata) chi la volta prima si è fatto sodomizzare con gusto e ti ha praticato un'attenta fellatio, ha camminato con te mano nella mano, e ti ha invitato a dormire nudo con lui, abbracciati tutta la notte. E non c'è neanche la scusa che si fosse drogato o avesse bevuto. Allora ci si dice: "Dev'essere rinsavito e avrà pensato: 'Dio, che orrore, come ho potuto fare CIO' con QUESTO QUI?"...
Uffa, André! L'ho già scritto a M. Tom: basta sputtanarmi dicendo ai quattro venti che sono l'autore delle Dumont! Sì, è vero, lo ammetto: le scrivo io. E tanto che ci sono faccio pubblicità. Prossime uscite: "Golf in riva al lago a Sankt Moritz" (da pronunciare sanct-morìz, prego) e "Le apicolture bio della bassa Lomellina".
Caro Stefano, "ah! l'emicrania..." è davvero il peggio. Fa un po' diva del muto, con tendone eccetera.
Ma in un'occasione ho anch'io pensato: «Dio, che orrore, come ho potuto fare CIÒ con QUESTO QUI», ammetto. Non ho finto malesseri ma sono praticamente fuggito al secondo appuntamento, quello dato solo perché (come ho già scritto in passato) non ce la faccio proprio a non sembrare un bravo ragazzo.
Ciò detto, ribadisco anche sul mio blog che non sono un fan delle seghe. In risposta al tuo post di grande successo sulla masturbazione hanno citato Allen; ecco, forse non mi stimo abbastanza ;)
Facendo quattro conti il primo episodio potrebbe gettare un'ombra di illegalità sulla Sua figura. A majori considerando il fatto che l'altro non era esattamente "consenziente". Le va bene che i tempi per una querela sono ampiamente scaduti.
A proposito, la domanda che ci si pone in questi casi non è: "Perchè non frequento qualcuno che abbia già votato almeno una volta?".
L'ho pensato anch'io: "Come ho potuto, eccetera eccetera"... Ma in genere è perché la prima volta era avvenuto in penombra, senza risvegli mattutini, mani nella mano, sguardi languidi etc. etc.
Per quell'altra cosa... devo avere la vocazione alla falegnameria. Saranno le ascendenze brianzole.
M. Tom, ma le pare? Il giovine era una ventenne matricola di non ricordo più che Facoltà (Design?)
In seguito scoprii con stupore e divertimento che un mio grande amico aveva iniziato (senza sapere gli antefatti) una fitta corrispondenza con il giovine, e che si era fermato a un passo dal talamo. Il mio amico, non il giovine.
Stefano, te la sei cercata: il tuo soprannome sarà Mastro Geppetto ;)
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